Il tetto del 30% agli alunni stranieri esiste già. Ma in migliaia di classi viene superato con deroghe autorizzate. Solo nelle scuole elementari statali dell’Emilia-Romagna, nell’anno scolastico 2024/25, sono 2.423 le classi in deroga su 8.417. Quasi tre su dieci. Eindue province il limite diventa quasi un’eccezione alla regola: secondo l’Ufficio scolastico regionale, aParmale classiprimarie autorizzate a superarlo sono il 46%, aPiacenzail45,2. Inpratica, quasi una su due.
La soglia del 30% è fissata dalla circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010 e stabilisce che la presenza di alunni con cittadinanza non italiana «non potrà superare dinorma il 30%», lasciando però agli Uffici scolastici regionali la possibilità di autorizzare deroghe. Ed è proprio il ricorso alle deroghe amostrare come il limite, pur esistente, non sia riuscito a impedire concentrazioni molto elevate in alcuni territori. Uno dei motivi che ha spinto il governo a valutare altri interventi.
Secondo il rapporto del ministero dell’Istruzione sugli alunni con cittadinanza non italiana, nell’anno scolastico 2022/23 il 12,4% delle classi primarie statali italiane superava già il 30%. In Emilia-Romagna la quota arrivava al 25%, in Lombardia al 24,1, in Liguria al 23. Nello stesso rapporto, gli alunni stranieri della primaria erano 330.143, pari al 13,3% degli iscritti; 228.284, il 69,1%, erano nati in Italia. Non significa che tutte quelle classi fossero fuori norma perché una parte poteva essere coperta da autorizzazioni.
Il sistema costruito attorno al vecchio tetto, però, non ha evitato il formarsi di concentrazioni consistenti. Roma nonfaeccezione alladistribuzione diseguale. Secondo l’Annuario statistico 2025 di Roma Capitale, nell’anno scolastico 2024/25 gli alunni con cittadinanza non italiana sono il 25% nelle elementari del VI Municipio, il 24,1 nel V, il 21,9 nell’XI e il 20 nel XV.Nelle medie il VI resta al 21,7% e il V al 21,4. Male medie municipali possono nascondere concentrazioni molto più alte nelle singole scuole. È il caso di un istituto comprensivo nel VI Municipio. Secondo il Rapporto di autovalutazione 2025-2028 dell’istituto stesso, glistudenti con cittadinanza non italiana sono il 40,1% nella primaria e il41,4% nella secondaria di primo grado.
Il dato riguarda l’intero grado scolastico dell’istituto, nonlasingolasezione, ma mostra quanto una media territoriale possa diluirsi quando si passa dal Municipio alla scuola. C’è poi un’altra distinzione da tenere presente: cittadinanza e conoscenza dell’italiano non coincidono. Secondo Roma Capitale, nelle elementari romane 11.425 dei 16.288 alunni con cittadinanza non italiana sono nati in Italia: il 70,1%.Proprio per questo il nuovo intervento annunciato punta a superare la sola fotografia formale della cittadinanza, utilizzando un criterio che sarebbe «puramente linguistico».
