sinistra senza argini

Da Salis a Siher fino a Grimaldi. I nuovi “mostri” delle piazze

Ilaria blocca la tangenziale come “lotta per i diritti e il benessere”. Il deputato di Avs in mezzo agli scontri: “Ho messo la felpa nera”

C’è l’eurodeputata (Ilaria Salis) che blocca la tangenziale perché «i diritti e il benessere si conquistano lottando». C’è il parlamentare (Marco Grimaldi) pescato da un filmato nel bel mezzo degli scontri con la polizia a Torino che sembra scappare quando la situazione volge al peggio. C’è il presunto regista del Movimento 17 ottobre (Youssef Siher), scarcerato dal gip di Milano tre giorni fa nonostante la procura lo abbia indagato per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, che appare al corteo dell’Usb a Brescia. È lo stesso Siher che un altro eurodeputato (Mimmo Lucano) vorrebbe catapultare nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra alle prossime elezioni politiche. Lo stesso partito degli esimi colleghi politici sopracitati. E, dulcis in fundo, c’è l’assessore del Pd (Lorenzo Pacini) che in diretta televisiva, a Diritto e Rovescio, incalzato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, dichiara con nonchalance : «Le vetrine rotte? Hanno dato da lavoro ai vetrai». Non è chiaro se sia reso conto della gravità di ciò che ha appena detto, visto che poco dopo gli appare sul volto un mezzo sorrisetto.

Non sono i “mostri” di un film horror, anche se ieri era la vigilia di Halloween. Battute a parte, riavvolgiamo un attimo il nastro. La Salis, dicevamo. Prima di apparire nel bel mezzo del corteo a Milano, aveva twittato: «Tutte in piazza, in tutte le piazze». La prima «e» della parola «tutte», però, è una “schwa”, scritta al contrario. Non si sa mai, qualcuno si sarebbe potuto offendere. Poi si è unita al corteo, sulla tangenziale, senza dimenticare di farsi un bel video-selfie di pochi secondi in cui rivendica l’occupazione della strada: «La stiamo bloccando per riprenderci il futuro». A trecento chilometri di distanza, dal porto di Livorno, c’è un altro volto di spicco della nuova sinistra radicale. Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’Onu per la Palestina, si dice «felicissima» per questo sciopero, senza tralasciare il solito attacco contro Israele: «Questa non è una democrazia, ma uno stato di apartheid, dove sulla pulizia etnica sono tutti d’accordo».

Intanto, da Roma a Milano, i manifestanti sventolavano l’immagine del volto di Youssef Siher. Mimmo Lucano, come detto, lo vuole alla Camera dei deputati. «Sarebbe un simbolo», dice, «mi piacerebbe averlo come collega». Forse un tantino troppo anche per Avs, tanto che Nicola Fratoianni è costretto poco dopo a gettare acqua sul fuoco: «Non sono d’accordo con Lucano, certo le accuse che gli erano state mosse erano inconsistenti, ma dal punto di vista politico le cose che dice sono molto lontane da quello che penso io», dice a Un giorno da pecora su RaiRadio1. Infine, un’ultima menzione per Grimaldi, in passato assurto agli onori delle cronache per la kefiah al collo durante le sedute a Montecitorio. Ieri, in piazza a Torino, stava per essere travolto dagli scontri. Ma non ha fatto una piega. Anzi, ha spiegato per quale motivo vestiva una felpa nera: «La indosso come i ragazzi che sono stati fermati e tenuti in questura per 8-9 ore solo perché indossavano vestiti scuri. Al nord eravamo tutti maranza e al sud erano tutti camorristi, invece sono persone che hanno bisogno di risposte e non di manganelli». Non è dato sapere se Grimaldi sia a conoscenza o abbia visto quegli stessi «maranza» che quel giorno hanno devastato e saccheggiato i negozi del centro di Milano.

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