Altro che semplice sciopero, la mobilitazione dell’Usb è un inferno. Divise sanguinanti, sampietrini che volano, cassonetti divelti e foto della premier che bruciano. Le immagini delle oltre cinquanta città bloccate, con la Capitale in testa, nell’ennesimo venerdì nero, sono eclatanti. Oltre a studenti e lavoratori preoccupati per il futuro, le nostre piazze, grazie a una protesta incendiaria, si trasformano in incubatori per antagonisti, ProPal, centri sociali e violenti vari. La tensione è altissima. S’inneggia ovunque a Youssef Siher, la “mente” del 17 ottobre. Il peggio è evitato grazie ai soliti eroi in divisa, che per difendere il Paese, ancora una volta, finiscono in ospedale.
La “guerriglia” di Roma
La giornata da incubo, nella Capitale, comincia nel primo pomeriggio, quando circa 300 manifestanti si staccano dal corteo principale, che raccoglie universitari e operai, per lanciare bottiglie e oggetti contro la polizia. Incendiati bidoni e monopattini nei pressi del Colosseo, in particolare in via degli Annibaldi, dove sono costretti a intervenire i corpi anti-sommossa. I veri e propri scontri, comunque, avvengono solo all’imbrunire. Dopo il mancato assalto a Palazzo Chigi e Montecitorio, sventato dalle forze dell’ordine, è guerriglia urbana a Testaccio. In piazza dell’Emporio, vicino al Lungotevere, piovono bombe carta e vetri sui caschi blu. Bisogna applicare più di un semplice cordone per contenere rabbiosi e animosi. Decine i fermati e almeno otto i feriti tra le file delle forze dell’ordine. Via dei Fori Imperiali, nel frattempo, si trasforma in una tendopoli a cielo aperto, con una quarantina di “igloo” sparsi per strada. Gli occupanti riferiscono: «Resteremo fino a domenica».
La «follia» veneta
Almeno dieci i poliziotti contusi in Veneto. A Mestre sei agenti riportano traumi agli arti. Il capo contingente del reparto mobile anche una frattura a un dito. A Vicenza quattro operatori subiscono ustioni per il lancio di fuochi d’artificio. Si deve ricorrere agli idranti per fermare la protesta. Gli artifici pirotecnici creano il caos pure a Padova.
Gli scontri di Torino
Nel capoluogo piemontese, in piazza Castello, i militari effettuano diverse cariche dopo i tentativi di forzare un cordone. Cinque le persone fermate per accertamenti, due manifestanti in pronto soccorso. Successivamente viene occupato il monumento a Vittorio Emanuele II e del letame viene depositato davanti al Comune.
Tensione a Milano
La Tangenziale Est resta bloccata a lungo. Vandalizzati cartelli, piloni e transenne. Petardi, scritte contro il governo («Meloni appesa» e «Salvini appeso») e manifesti elettorali della Lega strappati accompagnano il corteo, lungo oltre un chilometro e capeggiato dall’eurodeputata Ilaria Salis. In corso Buenos Aires diversi negozi abbassano le serrande e alcune commesse si rifugiano all’interno. Gli organizzatori parlano di 40mila adesioni, molti dei quali minorenni. In strada pure bambini di sette anni, accompagnati dalle maestre.
Porti bloccati
Migliaia di attivisti occupano il porto di Genova contro il transito delle armi. Bloccati pure gli scali di Trieste, Ravenna, Livorno, Napoli e Bari.
