più kefiah per tutti

Da Avs a Orsini fino all'Albanese ecco tutti i difensori di Youssef

Gara a giustificare la «mente» del Movimento 17 ottobre E la rappresentante Ue aggredisce Il Tempo: «Razzismo»

KÈ già scattata la gara a prendere le difese di Youssef Siher, il ricercatore e freelance (in passato ha collaborato con Ispi e il Fatto) arrestato dalla polizia su mandato della procura di Milano con l’accusa di essere il “regista” del Movimento 17 ottobre. Gli si contesta istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo o eversione e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Certo, siamo ancora in fase d’indagine e quindi la presunzione d’innocenza è sacra, ma saltano all’occhio le dichiarazioni di chi, a sinistra, lo ha già assolto preventivamente.

Tra i primi a sbilanciarsi è il professore Alessandro Orsini, il quale scrive su X: «Se non finisco in carcere... sulla base di quanto emerso finora sulla stampa, a partire dal Corriere della Sera, Youssef Siher, l’ideatore della pagina Instagram “movimento 17 ottobre”, ha commesso praticamente zero reati». Poi, dopo aver espresso fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, Orsini insiste: «La distanza tra la gravità delle accuse contro Youssef Siher e le condotte finora rese pubbliche è enorme. Sulla base di quanto pubblicato finora dal Corriere della Sera, Youssef Sehir è uno dei tanti manifestanti onestissimi che hanno riempito le nostre piazze». Peccato che questo «manifestante onestissimo», secondo la procura di Milano sarebbe stato in grado di «sviluppare una strategia rivoluzionaria» creando una «percezione di paura e terrore».

Un post, quello di Orsini, prontamente rilanciato dalla rappresentante speciale Onu per la Palestina Francesca Albanese. Proprio Albanese è molto attiva al riguardo. Prima “sponsorizza” la mobilitazione della Flotilla per il 30 ottobre all’insegna dello slogan «Noi prendiamo i porti. Noi prendiamo le strade. Noi la fermiamo. 30 ottobre», poi attacca i giornali non di sinistra “rei” di aver dato risalto alla notizia dell’arresto di Youssef. Per far ciò, Albanese riposta un tweet di Raffaele Oriani in cui vengono mostrate le prime pagine de Il Tempo, Libero, Il Giornale e La Verità. La rappresentante Onu commenta: «In un Paese civile tali castronerie non sarebbero permesse e un razzismo spudorato sarebbe già sotto inchiesta». Per la cronaca, il titolo del nostro giornale era: «Il regista è un professorino islamico». Cronaca, appunto.

Ma non finisce qui. I soccorritori di Siher arrivano anche dal campo largo. In particolare, da Alleanza Verdi e Sinistra. Alaeddine Kaabouri, il consigliere comunale per il partito di Fratoianni e Bonelli a Thiene, in provincia di Vicenza, ha pubblicato sui social la frase «siamo tutti Youssef». Lo scorso dicembre lo stesso consigliere era stato al centro di un’altra polemica, sempre per un suo post, che si era conclusa con il ritiro da parte del sindaco delle deleghe alle politiche giovanili, all’integrazione e alle politiche agricole. In quel caso Kaaboouri aveva espresso sui social la solidarietà a Mohammad Hannoun, arrestato nell’ambito dell’indagine della procura di Genova su presunti finanziamenti ad Hamas. La Lega, con il leader Matteo Salvini, ha subito chiesto le dimissioni di Kaabouri. Pronta la difesa a spada tratta di Avs Veneto che, a quanto pare, sostiene le posizioni del proprio consigliere: «Dalle notizie che si possono leggere, Youssef Siher viene accusato di cose che appaiono sproporzionate, e tutta l’operazione, sostenuta mediaticamente dai canali della destra, assomiglia sempre di più alla vana ricerca di un capro espiatorio».

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