Non solo minacce al traffico aereo, alle infrastrutture sanitarie e alla grande distribuzione. Nel miniro dei cyberattacchi degli ultimi giorni ci sono anche esponenti politici e delle istituzioni. “Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web e cercano altre informazioni, di fatto esponendomi a nuove minacce e intimidazioni. Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari”, denuncia il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani su X.
Minacce che portano la firma del gruppo filorusso Noname057(16). Il segretario di Forza Italia annuncia: “La mia reazione è molto semplice: non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme”. “La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino - continua - difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”.
Sul dark web gli hacker filorussi di Noname057(16) avrebbero pubblicato dati e richiesto informazioni anche sul procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, e sul capo della Polizia postale, Ivano Gabrielli. Complessivamente sarebbero 18 le persone profilate.
La vicenda si intreccia con le polemiche politiche. Stefano Bonaccini, presidente del Pd, ha pubblicato una foto falsa di Antonio Tajani con il cappellino Maga, poi rimossa. “Spiace ci siano persone come il presidente del Pd che usino stessi sistemi, cioè false notizie, per attaccarmi, per mostrare quello che non sono”, ha commentato il vicepremier intervenendo telefonicamente nel corso della segreteria regionale campana di FI.
E mentre le forze di centrodestra esprimono solidarietà al ministro per le minacce e la diffusione di dati sensibili, gli stessi di partiti fanno notare il silenzio da parte delle forze di opposizione.
