Si chiama Youssef Siher l’uomo che c’è alla regia del “Movimento 17 ottobre” fondato la scorsa settimana scorsa per proseguire i cortei e le violenze di piazza “fino alla caduta del governo Meloni”.
Altro che disagio: dietro la facciata delle rivendicazioni sociali non si cela il profilo di un emarginato ma un insospettabile esponente dell’intellighenzia integrata. Nato a Brescia e di origini marocchine, giornalista freelance per il Fatto Quotidiano, laureato in Scienze politiche a Milano con una tesi magistrale sui movimenti islamici in Marocco e al loro rapporto con il potere monarchico. Nel suo curriculum figurano esperienze importanti. Non solo quella “Research Trainee” presso l’Osservatorio su Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi, ma anche quello di rappresentante degli studenti nel Senato accademico e presidente degli Studenti Universitari Musulmani.
A parlare per lui sono però i canali social, dove l’immagine apparentemente pacata e istituzionale mostrata sulle testate giornalistiche o negli ambienti professionali lascia spazio al radicalismo. In un post datato settembre 2025 condivide le foto di una barricata che separa un corteo proPal dalle forze dell’ordine. La didascalia allegata recita: “Arriverà il giorno in cui romperemo quel muro di vetro dietro il quale vi nascondente”. In un altro contenuto si mostrano persone inginocchiate in preghiera per strada davanti a uno striscione “contro imperialismo e sionismo, con la resistenza palestinese”, a corredo del quale aggiunge: “Non molliamo, vinciamo o moriamo”.
Non mancano le invettive contro Israele, ribattezzata “entità sionista”, e i messaggi di revisionismo storico contro la Brigata ebraica che, dichiara, “non appartiene alla reisstenza italiana”. Infine, all’indomani del massacro di Hamas del 7 ottobre, scriveva: “I am palestina”.
Un profilo perfettamente integrato, dietro cui si celavano ideali e attività radicali. Adesso è indagato dalla Procura di Milano per istigazione a delinquere, apologia di delitti e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche (nuovo reato previsto dall’art. 420-bis c.p.) aggravato dall’utilizzo del mezzo informatico.
“È stato fermato dalla Polizia a Milano un 30enne considerato la presunta ‘mente’ del ‘movimento 17 ottobre’ e del profilo Instagram su cui si organizzavano azioni violente nelle principali città italiane. Si tratta di un 30enne vicino alla galassia pro Pal, che vanta contatti con gli ambienti antagonisti, giornalista free lance che ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca”. Lo scrive sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo che è stato portato in questura Youssef Siher.
