Anche se il settore trasporti pesa solo per un 18% sul totale mondiale del consumo energetico ed è responsabile soltanto del 29% di tutte le emissioni di anidride carbonica, ad opera di attività umane, è comunque ora di correre ai ripari. Dopo quasi un decennio di disinteresse per l'idrogeno, a distanza di quasi un decennio, molte case costruttrici cominciano a rispolverare questa soluzione. Le modalità di utilizzo sono sostanzialmente due: alimentare un normale motore a combustione interna con idrogeno o utilizzarlo per estrarre elettroni (sistema a batterie Fuel Cell), che vanno ad alimentare motori elettrici, sistema decisamente più gettonato. I vantaggi sono molteplici, soprattutto legati alla praticità di rifornimento, ma ci sono anche copiosi svantaggi: la difficoltà di stoccaggio dell'idrogeno allo stato liquido e l'elevato costo delle Fuel Cell. Poi restano tutte le problematiche relative alla produzione dell'idrogeno, che richiede, comunque energia elettrica, ma andiamo oltre e vediamo le ultime in termini di autotrazione. Iniziamo con la Renault che ha messo a punto un truck da 4,5 ton, per le poste francesi, alimentato anche ad idrogeno. Quell'anche, sta a significare che il «Maxity» nasce già come elettrico, ma con un'autonomia di 100 km che, grazie all'aggiunta di una cella a combustibile, messa a punto insieme alla «SymbioFCell», viene praticamente raddoppiata. Si tratta, in sostanza, di un mezzo ad autonomia estesa, spinto da un motore elettrico da 47 kW, che necessita di 7 ore per la normale ricarica batterie. Il kit idrogeno, invece, è gestito da due serbatoi da 75 litri l'uno, che possono caricare 4 kg d'idrogeno a 350 bar. Passiamo ad una berlinona filante ed aggressiva, la Toyota Mirai. Questa qua è un'auto ad idrogeno «Pura», nel senso che non si avvale di altre fonti di ricarica. Due serbatoi da 122 litri, i totale, stoccano idrogeno per un'autonomia di circa 500 km, in poco più di 5 minuti. Il motore è un elettrico da 154 Cv e garantisce prestazioni da auto a benzina. La Mirai, già commercializzata in Giappone, arriverà entro il 2015 anche in: Danimarca, Germania e Gran Bretagna. L'autonomia è più o meno la stessa (480 km), si ricarica in circa 3 minuti ed ha guadagnato un abitacolo da 5 posti: è la nuova Honda FCV. La precedente versione, la FCX Clarity, lanciata nel 2002, portava 4 passeggeri, aveva meno autonomia ed era più lenta nella ricarica. L'auto verrà commercializzata in Giappone a partire dal 2016, poi arriverà anche in Europa. Di Hyundai i35 ad idrogeno, invece, già ne girano una decina, nel nostro paese. L'auto, all'apparenza una normalissima i35, è spinta da un elettrico da 136 Cv, alimentato ad idrogeno, capace di 160 km/h, per un'autonomia di 600 km e tempi di ricarica di circa 3 minuti.
Il ritorno della magica «h»
Molti costruttori tornano a puntare sull’alimentazione a idrogeno Trasporto urbano e mobilità per il medio e lungo raggio a impatto «0»
