NANTES Ai primordi era solo posteriore, la trazione delle auto naturalmente e l’architettura telaistica più semplice era quella adottata della Porsche, con motore a sbalzo montato di dietro. Stesso schema adottato dal vecchio maggiolino e dalla nostrana, cara 500, ante Marchionne. Poi, col tempo, la trazione ed il motore, si spostarono avanti e, tuttora, la stragrande maggioranza delle 4 ruote in circolazione, escludendo vetture di una certa prestanza e cavalleria, mantiene questa impostazione. Soprattutto per quanto riguarda le city car, auto di segmento “A”, per dirla in gergo tecnico, ad eccezione della Smart, fino ad oggi, si parlava solo il linguaggio dell’anteriore. Fino ad oggi, perché la Renault, grazie anche ad un innesto di Dna teutonico, ha rivoluzionato il concetto di “Cittadina tutto fare”, con un progettino che ha riportato sul posteriore motore e trazione. Stiamo parlando della nuova Twingo, nata su una modernissima e costosissima piattaforma, che darà i natali anche alla nuova Smart, sia a 2 che a 4 posti. Vediamo di ripercorrere brevemente la storia di questa gloriosa, piccola, monovolume. La prima Twingo mordeva l’asfalto una ventina d’anni orsono. Il progetto originale, denominato V60, fu un bel rompicapo, per i progettisti Renault, che avevano regole d’ingaggio ben precise: rompere gli schemi, massimizzare efficienza ed abitabilità, abbattere al massimo i costi. La prima Twingo era lunga 3,43 metri e metteva a disposizione degli occupanti uno spazio enorme, con una panchetta posteriore scorrevole, che permetteva di ottimizzare il vano di carico. La seconda edizione, quella del 2007, diciamocelo francamente, non è riuscita a tenere il passo con la gloriosa progenitrice, di cui ha mantenuto soltanto il nome e non anche lo spirito innovativo. Oggi però, con la terza serie, la Renault è ritornata a “Rompere gli schemi” e fare da apripista con un progetto interessantissimo. Prima di addentraci nel merito della questione, diamo un o sguardo ad un po’ di numeri: la nuova Twingo è lunga 3,59 metri, 10 cm in meno rispetto alla precedente versione, ma il passo è cresciuto di 13 cm e l’abitacolo ha guadagnato 33 cm di spazio in più; nonostante il motore alloggiato dietro, il bagagliaio offre 219 dm3 di spazio, che diventano 980, abbattendo la panchetta posteriore, frazionabile 50/50, per l’ottenimento di un vano totalmente piatto; abbattendo anche il sedile passeggero anteriore, si possono caricare oggetti lunghi fino a 2,31 metri; in giro per l’abitacolo, poi, ci sono altri 52 litri di porta oggetti vari; niente diesel, solo benzina, due 3 cilindri di circa un litro, uno aspirato ed uno turbo, da 70 e 90 Cv e, dal prossimo anno, arriverà un automatico a doppia frizione e 6 rapporti. C’è un altro dato, che a leggerlo così dice poco, un raggio di sterzata di 4,3 metri, ma che a bordo fa realmente la differenza. Questi i freddi numeri, che non rendono certo onore ad un prodotto frizzante ed avveniristico. La nuova Twingo non può essere interpretata, deve essere vissuta, bisogna trovarsela davanti e girarci intorno un paio di volte, per rendersi bene conto di cosa si tratta. Il look è coloratissimo, divertentissimo e molto trendy, con possibilità di svariate personalizzazioni, come da copione. La forma è piacevolmente bombata, con le ruote letteralmente appese ai 4 angoli della carrozzeria ed il portellone posteriore, praticamente il lunotto, è in cristallo. Davanti non c’è il motore, ma solo un vano che ospita batteria a serbatoi per liquidi vari. Il motore e ancorato, con struttura tipo “De Dion” sotto il portabagagli, ma ci si arriva a lavorare agevolmente, basta svitare quattro viti, si alza una paratia e compare in bella mostra tutta la parte meccanica. Gli interni sono di un minimal terribilmente intrigante, con i due sedili anteriori decisamente “Smart”, con poggiatesta alto integrato e la strumentazione è efficiente e di semplicissima interpretazione. Niente contagiri, solo un bel, grosso, tondo centrale, che ospita il contachilometri ed il classico, piccolo, display rettangolare, per tutte le informazioni di routine. Due i motori, come anticipato, entrambi benzina, entrambi 3 cilindri: un aspirato di 999 cmc da 70 Cv, con coppia massima di 91 Nm a 2850 giri, Euro 6 in versione con sistema Star/Stop, accreditato per consumi medi di 4,2 litri per 100 km; un turbocompresso di 898 cmc da 90 Cv, con 135 Nm di coppia massima a 2.500 giri, anche questo Euro 6, da 4,3 litri per 100 chilometri, sempre su misto. Portare l’auto in giro per la città, è un vero spasso: la posizione è piacevolmente rialzata, con una visibilità invidiabile e la posizione di guida è comodissima, almeno per uno come il sottoscritto, di taglia media. L’assetto è un riuscito mix tra comfort e stabilità: non si sentono buche, ma in curva l’auto sta in strada, senza bisogno di esagerati interventi dell’elettronica, comunque massicciamente presente. Quello che sorprende veramente, è il raggio di sterzata. Grazie al motore montato dietro, è stato possibile ottimizzare le angolature delle ruote e l’auto gira “letteralmente” su se stessa, è da provare. Una qualità impagabile, per una guida da sopravvivenza urbana, che ti consente di svicolare girare e trarsi d’impaccio, dalle situazioni più svariate. Ottimo il comportamento anche su tratte extraurbane. Il 90 Cv, soprattutto se utilizzato con le merce più lunghe, fa il suo lavoro e ti da quello spunto in più, utilissimo soprattutto in sorpasso, ma anche l’aspirato va benissimo e non si sente tutta questa differenza. Tra gli optional più interessanti, il sistema “R & GO”, che offre la possibilità di sfruttare il proprio smartphon, per tutte le applicazioni possibili e volendo si trasforma anche in un contagiri. I PREZZI La nuova Twingo arriverà dai concessionari il 20 settembre, con i classici tre allestimenti Renault: Wave, per il 70 Cv, comprensivo comunque di tutta l’elettronica per la sicurezza, di sistema di assistenza per le partenze in salita, servosterzo e monitoraggio della pressione pneumatici, a 9.950 euro; Live, sempre per il 70 Cv, che in più monta il sistema R&GO, gli alzacristalli elettrico ed il climatizzatore, a 11.550 euro; Energy, che ha anche i cerchi in lega, i fendinebbia ed è disponibile sia con 70 Cv, a 12.500 euro, che con il turbo da 90 Cv, a 13.300 euro. Poi ci sono altri due allestimenti su base Energy: lo Sport, con cerchi da 16” e colorazioni personalizzate, solo per il turbo, a 14.750 euro e l’Open Air, con tettuccio in tela, a 13.500 e 14.300 euro. Ci sono interessantissime proposte finanziare e, per il lancio, sono previste promozioni da 1.000 euro sull’allestimento base.
Renault, come mi girano le "Twingo"
3,59 metri di lunghezza, due motori benzina 3 cilindri da 70 a 90 cavalli. Tra un anno arriva l'automatico a 6 rapporti e doppia frizione
