MILANO Il salone di Ginevra, da sempre, riveste una particolare importanza per il mercato auto europeo: è l'unica manifestazione internazionale, riconosciuta dall' OICA (Organizzazione Internazionale dei Costruttori di Auto), ad avere cadenza annuale ed è la prima vera vetrina europea del nuovo anno. Dalla scorsa edizione, poi, vista anche la vicinanza frontaliera, il salone svizzero va a sostituire, di fatto, la nostra carenza nazionale, che non ha più manifestazioni importanti. Giunto al suo ottantaquattresimo appuntamento, da 6 al 16 marzo, il salone di Ginevra aprirà i battenti, mantenendo invariato il prezzo dei biglietti e mantenendo aperte le porte dalle 10 alle 20, durante la settimana e dalle 9 alle 19, il sabato e la domenica. Quest'anno, spalmati su una superficie di 80.000 mq, si contano 250 espositori, in rappresentanza di 30 paesi e 700 marchi. Gli operatori stampa previsti sono circa 10.000, per un'affluenza stimata in 700.000 visitatori. Presidenza e direzione generale, dal 2012, sono in mano a Maurice Turrettini e André Hefti, due professionisti accomunati da una forte passione per l'auto, passione che hanno trasmesso alla manifestazione e che, quest'anno, ha portato alla realizzazione di una importante retrospettiva su una delle gare automobilistiche, storicamente più rilevanti: «La 24 ore di Le Mans». Abbiamo fatto una chiacchierata con il Presidente, Maurice Turrettini, chiedendogli, innanzitutto, se pensa che: L'assenza di un salone nostrano abbia influenzato e possa seguitare ad influenzare, positivamente, l'affluenza di cittadini italiani. «Certamente, le ultime due edizioni hanno visto letteralmente raddoppiare la presenza di visitatori italiani. Ovviamente, tutto ciò non dipende soltanto dalla mancanza di un salone italiano, ma anche dall'organizzazione di un salone estremamente vivibile». Ci spieghi meglio, cosa intende per vivibile. «Un giornalista come lei lo sa bene. Nel caso delle due altre, grandi, manifestazioni europee, ci si trova di fronte a strutture immense, con stand distribuiti tra vari padiglioni difficili da raggiungere e distanti tra di loro. Noi abbiamo gli stessi espositori, per quantità e importanza di prodotto, il tutto raggruppato ed organizzato in modo estremamente razionale, a portata di piacevole passeggiata e si riesce a vedere proprio tutto in una sola giornata». Ginevra è stata una delle prime manifestazioni di settore a dare spazio ad auto elettriche e prodotti a basso impatto ambientale, seguiterete su questa strada? «Anche quest'anno, nel padiglione 1, abbiamo allestito una pista da 930 mq, dove i visitatori potranno provare quattro auto elettriche: la Bmw i3, la Citroen C0, la Mitsubishi i-Miev e la Renault Zoe. Inoltre, in collaborazione con EnergieSuisse, abbiamo realizzato un catalogo, disponibile all'ingresso, con tutte le auto presenti, che producono meno di 95 grammi di CO2/km, già in linea con la normativa EU del 2021». Come mai una retrospettiva sulla 24 ore di Le Mans. «L'auto non è solo numeri ed emissioni, ma è anche una passione da vivere e la 24 Ore di Le Mans, giunta alla suo ottantaduesimo appuntamento, resta una delle competizioni più affascinati, che esistono. Abbiamo organizzato una bella esposizione di foto e reperti, al padiglione 3, grazie anche al contributo della Rolex e siamo riusciti a portare 20 tra le auto più rappresentative, compresa una Benley Speed Six del 1929, un'Alfa 8C 2300 del 1933 ed una Ferrari 166 Barchetta Touring del 1949».
Oltre al prodotto retrospettiva sportiva
Affluenza stimata in oltre 700.000 visitatori
