È il decimo anno consecutivo, che Assogoma e Federpneus (le due organizzazioni più rappresentative in tema di pneumatici), insieme alla Polizia Stradale, presentano i risultati di un'indagine, che mostra uno spaccato sulla manutenzione delle "gomme", relativamente al parco circolante nazionale. Le auto, per quanto tecnologiche, poggiano su 4 fazzoletti di gomma, pochi centimetri e se i pneumatici sono: lisci, danneggiati, sotto gonfiati o non omologati, si mette a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri. Va detto, innanzitutto, che la condizione economica e le vessazioni fiscali, stanno operando negativamente sul parco auto, che, invece di ringiovanire, invecchia: su 44 milioni di mezzi, di cui 37 di auto, circolanti in Italia, oggigiorno il 37% ha un'età media di circa 10 anni e 4 mesi, contro gli 8 anni e 2 mesi dello scorso anno. La gente non acquista più auto e ciò si traduce in un bel guaio, non solo economico, perché è provato che le auto ultradecennali sono anche le più trascurate, soprattutto per quanto riguarda i pneumatici lisci e danneggiati, precentuale praticamente doppia rispetto alle auto di 5 anni e tripla, rispetto a quelle che ne hanno solo 4. L'indagine della Polizia Stradale, quest'anno, ha preso in considerazione 7 regioni, per un parco circolante di circa 16 milioni di unità: Lombardia, Piemonte, Val D'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Calabria e Sardegna. I controlli (7.000), sono stati effettuati tra il 10 ed il 20 giugno ed hanno fatto emergere qualche dato positivo, ma anche nuove brutte abitudini. Facendo una media, possiamo affermare che cala la percentuale di auto, con pneumatici lisci o danneggiati, che si assesta, rispettivamente, al 2,7 e 3,0%. A fronte, però, di regioni molto virtuose, come la Lombardia ed il Piemonte, ce ne sono altre che certo non brillano: per gomme usurate, in testa ci sono Calabria ed Abruzzo e per danneggiate, spicca sempre la Calabria, con una bella punta anche a Mantova. Per quanto riguarda i pneumatici non omologati, si nota un calo, siamo circa al 2%, ma in questo caso, in testa alla graduatoria ci sono tre città del nord: Como, Brescia e Novara. Se per le gomme lisce o danneggiate, si pagano pochi euro di multa (un'assurdità tutta italiana), attenzione ai pneumatici non omologati, al montaggio di cerchi e gomme fuori dalle misure stabilite sul libretto di circolazione ed al montaggio di pneumatici difformi, per dimensioni, sullo stesso asse. In tutti questi casi, la difformità si paga salata: dalle 400 alle 500 euro di multa, più il ritiro della carta di circolazione, nel qual caso bisogna riomologare il mezzo. Per quanto riguarda la disomogeneità per asse, il fenomeno è in netto aumento e passa dal 3,2% dello scorso anno, al 5,5% delle ultime rilevazioni, con delle punte del 10,5% in Abruzzo e dell'8% in Calabria e Sardegna. Altra abitudine emergente, non sanzionabile, ma estremamente dannosa, è quella di finire i pneumatici invernali, seguitando ad utilizzarli anche con le stagioni calde. Vogliamo ricordare che un pneumatico invernale, ha una struttura del battistrada particolare ed utilizza delle mescole particolari, che assicurano ottime performance durante i mesi freddi, ma che scemano terribilmente con il caldo. Lo spazio di frenata, con gli invernali montati in estate, aumenta del 25%, per fare un esempio concreto: a 60 km/h, velocità classica da città, la frenata si allunga di circa 4 metri. Ricordiamo, poi, che in inverno è possibile montare pneumatici invernali con un codice di velocità, inferiore a quello prescritto, basta che non sia inferiore a «Q» (160 km/h), ma se poi si supera il 15 aprile, seguitando a girare con le stesse gomme, allora s'incappa nella difformità, di cui abbiamo parlato sopra, con tutte le conseguenze che ne derivano. I pneumatici, in ogni caso, vanno controllati almeno una volta al mese, non costa nulla e vuol dire tanto, in termini di sicurezza.
Anche in vacanza occhio alle gomme
Controlli Aumenta l’attenzione all’usura ma tanti montano le invernali fuori stagione
