Sport

Space Star si compatta

Mitsubishi Due motori a benzina da 71 e 80 cv per la piccola giapponese

MILANO La Mitsubishi Space Star, prodotta fino al 2005, era una spaziosa monovolume, che superava i 4 metri di lunghezza, bella capiente e versatile. Oggi, la casa giapponese ripropone un'auto dallo stesso nome, ma più compatta, leggera e parsimoniosa nei consumi. Nata sulla nuovissima piattaforma Global Small, che dovrebbe dare vita anche ad una tre volumi (ovviamente non destinata al nostro mercato), la nuova Space Star si colloca tra i due segmenti più piccoli dell'universo auto A e B), offrendo capacità di carico e spazio vivibile, al top della categoria. Con una lunghezza di 3,71 metri, questa sorta di mini monovolume, vanta un bagagliaio da 235 litri ed un raggio di sterzo di 4,6 metri (praticamente, gira su se stessa). I tecnici giapponesi hanno lavorato bene sulla scocca e sul Cx, limato fino a 0,27, l'utilizzo di acciai ad alta resistenza ha permesso di contenere il peso in appena 845 kg ed i pneumatici sono a bassa resistenza al rotolamento. Il tutto si traduce in consumi da record, grazie anche ai due motori in gamma, entrambi benzina, entrambi 3 cilindri, dotati di fasatura variabile delle valvole MIVEC (Mitsubishi Innovative Valve timing Electronic Control system) e di sistema Stop/start: il più piccolino è da 1.0 litri, eroga 71 Cv, con 88 Nm di coppia massima e consuma 4.0 litri per 100 chilometri (25 chilometri litro), con emissioni di CO2 di 92 g/km; il fratellino maggiore, abbinabile anche ad un cambio automatico di tipo Cvt (a trascinamento continuo), cresce a 1.2 litri, eroga 80 Cv, con 106 Nm di coppia e consuma 4,3 litri per 100 km, con emissioni di CO2 di 100 g/km. In autunno, dovrebbero arrivare altre due versioni, basate sulla stessa gamma motori: una depotenziata per neopatentati ed una Gpl. La Space Star, nonostante un prezzo d'attacco di 11.400 euro, scontato a 9.400, navigatore compreso, per gli ordini effettuati fino a giugno, non si colloca sul mercato come un prodotto low cost. Dotazione, allestimenti, finiture e marca dei pneumatici, qualificano l'auto verso l'alto di gamma. L'architettura tecnica è di tipo misto, sia a livello telaistico, che di impianto freni: avantreno a ruote indipendenti tipo McPherson sull'anteriore e retrotreno a traversa semirigida sul retrotreno; dischi anteriori e tamburi posteriori. istema di controllo elettronico di trazione e stabilità, 6 airbag ed assistenza alla guida eco, con indicatore di cambiata; sulla Intense ci sono i cerchi in lega da 14 pollici, l'impianto radio Cd MP3 con presa Usb ed i sensori fari e pioggia. Come anticipato, di listino, la 1.0 Invite parte da 11.400 euro, per arrivare alla 1.2, solo Intense, da 13.900 euro, più altri 1.300 euro per il cambio CVT, abbinato alla funzione di assistenza alla partenza in salita. La Mitsubishi fa i conti in base all'anno fiscale di stampo anglosassone, che va da aprile a marzo e, nell'esercizio appena concluso, a livello mondiale, ha venduto più di 1 milione di unità, escludendo altre 100.000 commercializzate con altri brand. In Europa, con 210.000 immatricolazioni, rispetto all'annata precedente, la Mitsubishi ha guadagnato un 17% e nel nostro paese ha venduto 4.300 auto. Per l'anno in corso, qui da noi, si stima un incremento a 6.000 unità, grazie soprattutto all'arrivo della Space Star, nel secondo semestre, che dovrebbe contribuire, da sola, con almeno 1.800 pezzi (3.500 in un anno pieno).

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