MILANO Al giro di boa dei 3 milioni di unità prodotte in 10 anni, la C3 volta pagina, non ancora con la terza serie, ma con quanto basta per un incisivo restyling ed un concreto remake. Così Citroen fa grande affidamento sul suo modello di punta (declinato anche in versione monovolume con la Picasso e cabrio con la Pluriel), che da quando è sul mercato occupa stabilmente un posto fra le Top 10 del segmento B in ambito europeo. In Italia è la francese più venduta, vantando significativi margini di vantaggio sulle dirette concorrenti Renault Clio e Peugeot 206/208. Nel nostro Paese conta fino ad oggi più di 515 mila esemplari, cui si aggiungono i 5 mila ordini della nuova C3 nel giro di tre mesi soltanto, offerta con prezzi fra i 12.400 e i 19.400 euro. Va detto che nei programmi della Casa del «Double Chevron» la C3 avrebbe dovuto rappresentare la riedizione della mitica 2CV, suo storico modello, ma ostacoli di diversa natura (a cominciare dai proiettori sporgenti, una contraddizione aerodinamica) ne hanno impedito la realizzazione. Fatto salvo, però, il caratteristico tetto ad arco tipico proprio della 2CV, riproposto con uno straordinario effetto estetico dai designer Citroen che hanno pure beneficiato dell'esclusiva «Creative Technologie», l'italiano Donato Coco e il francese Jean-Pierre Ploué. Il tetto è in pratica un parabrezza trasparente Zénith, in grado di offrire la migliore visibilità del segmento. Una bolla di luce che amplia di 80° all'indietro la visuale verticale dei passeggeri anteriori. La sua lunghezza dà un'incredibile sensazione di libertà a tutti gli occupanti della C3, come avessero l'impressione di trovarsi all'aria aperta. L'oscuramento progressivo permette di passare dalla forte protezione contro i raggi del sole alla trasparenza indispensabile alla visuale anteriore. In funzione di schermo, quando è necessario, agisce una copertura interna scorrevole. La nuova C3 propone una convincente evoluzione in termini di stile e di architettura, espressa da linee più fluide e tondeggianti. si distinguono, rispetto ai precedenti quattro cilindri, per la maggiore potenza (+15%), i ridotti consumi (-25%), le più basse emissioni di CO2. I tre cilindri 1.0 cc da 68 cv e 1.2 cc da 82 cv, che hanno preso il posto rispettivamente dei quattro cilindri 1.1 da 60 cv e 1.4 da 73 cv, consumano tra i 4,3 e i 4,7 l/100 km ed emettono CO2 tra i 99 e i 109 g/km. L'offerta motoristica è completata da quattro turbodiesel, tre dei quali con tecnologia micro-ibrida e-HDi, FAP e sistema Stop&Start: 1.4 da 70 cv (con appena 87 g/km di CO2), 1.4 da 70 cv Airdream, 1.6 da 90 cv Airdream e 1.6 da 115 cv Airdream. Disponibile a partire da giugno anche un GPL 1.4. Provata sulla viabilità ordinaria e autostradale nell'hinterland milanese, le impressioni di guida non si discostano da quelle percepite al volante della C3 seconda serie, fatta eccezione per i generosi e brillanti tre cilindri. Basata sul collaudato pianale della Peugeot 206, conferma stesso piacere di guida e grande maneggevolezza nel traffico cittadino.
La piccola C3 mette la terza
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