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Quando la qualità tedesca scende a compromesso col prezzo

Sorella gemella, o quasi, della Volkswagen up!, la piccola Skoda Citigo non teme la città. Compatta ma dall’interno molto spazioso, la piccola Skoda piace per novità delle soluzioni, economia di...

Sorella gemella, o quasi, della Volkswagen up!, la piccola Skoda Citigo non teme la città. Compatta ma dall’interno molto spazioso, la piccola Skoda piace per novità delle soluzioni, economia di gestione e qualià di guida. La parola chiave è infatti «consumi»: quella attorno alal quale gia tutto il mrcato delle piccole city. Ma forse, per la Citigo, più che per molte altre delle sue concorrenti, la chiave di lettura è «concretezza»: pochi fronzoli, tanta sostanza e una robustezza tipica delle automobili tedesche. Già, perché la Skoda Citigo riesce a trasmettere a chi la guida tutta la solidità delle vetture tedesche, un fatto strabiliante pensando alle dimensioni. Abbiamo provato la versione con motore da 1.0 litro, tre cilindri, 12 valvole, 60 cavalli e una coppia di 95 Nm. Fino a 3-4000 giri: rimane silenzioso evitando di entrare nell’abitacolo, ma quando si chiede un po’ di più all’acceleratore, è piacevole sentire il tipico rombo del tre cilindri che entra con un certo piglio dove stiamo seduti noi e i nostri passeggeri. Avevamo in uso quella con il cambio automatico che, per una vettura di questo tipo, è davvero il massimo della vita: certo, aumentano leggermente i consumi, ma si può fare. Il consumo di Skoda Citigo è comunque eccellente, perché già nel misto riesce a fare 20-21 chilometri con un litro di carburante, mentre nell’extraurbano, il consumo addirittura diminuisce, e l’unico motivo per cui ci ricorderemo di fare rifornimento sarà causato dalla capienza non eccezionale del serbatoio. Alla guida è netta la sensazione di sicurezza e la praticità grazie alla servoassistenza elettrica dello sterzo a indurimento progressivo: ma anche alle velocità più sostenute non è mai troppo rigido. Buono l’inserimento in curva aiutato dalla rigidità della vettura che da, per certi versi, nel misto la sensazione di essere alla guida di un kart. Anche all’interno sembra di essere alle prese con una vettura di categoria superiore: pochi fronzoli, molta plastica, ma una sensazione globale di robustezza e praticità di utilizzo davvero notevoli. Buono il comfort complessivo dei sedili, mentre è un po’ piccolo il bagagliaio nonostante la sua «profondità» verticale. Abbiamo registrato altri due piccoli nei: entrambi riguardano i vetri. dalla parte del guidatore non c’è il secondo tasto per poter abbassare il finestrino del passeggero. I vetri posteriori poi, si chiudono a compasso: un po’ poco per una cinque porte. Il giudizio complessivo resta comunque positivo per una vettura che fa del suo prezzo d’ingresso uno dei suoi cavalli di battaglia: costa poco più di 9.000 euro. Non male!

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