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Trump: "Accordo o tornano le bombe". Attesa per i negoziati con l'Iran

Foto: LaPresse

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Con l'avvicinarsi della scadenza del cessate il fuoco, resta alta la tensione tra Stati Uniti e Iran. Nella corsa contro il tempo si inserisce il nuovo round di negoziati in Pakistan, intorno al quale si prova a cercare certezze tra annunci, indiscrezioni e smentite da entrambe le parti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato che la delegazione americana, guidata dal vicepresidente JD Vance, è attesa a Islamabad. Secondo fonti citate dalla Cnn, Vance dovrebbe partire martedì, con i colloqui previsti per mercoledì. Anche la squadra negoziale iraniana sarebbe in partenza per Islamabad: secondo funzionari di Teheran, riferisce il New Tork Times, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf sarà presente solo se ci sarà anche Vance.

I commenti di Trump sui possibili sviluppi restano oscillanti tra ottimismo e minacce, come confermato dalle dichiarazioni rilasciate a più riprese su Truth e a diversi media. Il tycoon ha assicurato di "non avere problemi" a incontrare, "se loro vogliono", i leader iraniani di alto livello, qualora si raggiungesse una svolta. Al centro dei colloqui resta una richiesta non negoziabile: Teheran deve abbandonare qualsiasi progetto di sviluppo di armi nucleari. Secondo Trump, se accetterà le condizioni, l'Iran avrebbe il potenziale per prosperare: "Potrebbe essere un Paese meraviglioso". Il presidente americano ha confermato che la tregua scade mercoledì sera, ora di Washington, avvertendo che è "altamente improbabile una proroga se non si raggiungerà un accordo prima della sua scadenza". Trump ha minacciato che, in caso di scadenza del cessate il fuoco, "allora inizierebbero a esplodere molte bombe". E se i colloqui dovessero fallire "non sarebbe una bella situazione" per Teheran. Il capo della Casa Bianca ha poi specificato che l'accordo in discussione sarà "di gran lunga migliore" rispetto a quello negoziato da Obama e Biden, definito "uno dei peggiori accordi mai conclusi in materia di sicurezza del nostro Paese". La possibile nuova intesa raggiunta sotto la sua presidenza "garantirà pace, sicurezza e incolumità, non solo per Israele e il Medio Oriente", ha promesso, "ma anche per l'Europa, l'America e ogni altra parte del mondo". Trump ha inoltre smentito le indiscrezioni che lo vorrebbero in difficoltà per la gestione del "dossier Iran": "Fake news. Non sono affatto sotto pressione, sebbene tutto si svolgerà in tempi relativamente brevi. Il tempo non è mio avversario", "sto vincendo una guerra e alla grande. Le cose stanno andando molto bene. Le nostre forze armate sono state straordinarie".

La giornalista di FoxNews Maria Bartiromo ha rivelato che, in un colloquio, Trump le ha annunciato che l'accordo sarà firmato martedì in Pakistan. Nelle ultime ore Teheran aveva messo in dubbio la propria partecipazione al secondo round di negoziati, per il rifiuto da parte degli Usa di interrompere il blocco navale imposto all'Iran, per poi parlare di un "cauto ottimismo" sull'incontro a Islamabad e annunciare l'invio della delegazione. L'incertezza era aumentata ulteriormente dopo il sequestro, da parte dei marines statunitensi, della nave mercantile iraniana Toska che, secondo Trump, ha tentato di eludere il blocco navale nei pressi dello Stretto di Hormuz. Secondo il Wall Street Journal, l'imbarcazione faceva parte di una flotta collegata a un gruppo di navigazione statale iraniano accusato di trasportare merci potenzialmente utilizzabili a fini militari e soggetto a sanzioni, con operazioni recenti anche attraverso la Cina. In risposta al sequestro, l'Iran ha annunciato di aver attaccato con droni alcune imbarcazioni statunitensi. Successivamente l'esercito iraniano ha chiarito di non aver reagito al blitz dei marines "a causa della presenza di membri dell'equipaggio" a bordo della Touska. Anche sul fronte israelo-libanese sono attesi nuovi colloqui. Secondo i media israeliani, il secondo incontro tra l'ambasciatore di Tel Aviv e quello di Beirut dovrebbe svolgersi giovedì di nuovo a Washington. Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno lavorando per estendere il cessate il fuoco di 10 giorni.

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