Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore della Difesa e oggi responsabile Difesa di Azione, è stato intervistato da Italpress ed ha parlato del conflitto in Ucraina. Il generale ha spiegato cosa sta succedendo sul campo: “La Russia ha preso atto che era impossibile sfondare sul fronte Nord e prendere Kiev e ha ridimensionato gli obiettivi sul Donbass. L’Ucraina non ha bisogno di vincere, le basta consentire alla Russia di non vincere”.
Guerra Russia Ucraina, l'obiettivo Donbass per il corridoio con la Crimea. Scoperte fosse comuni a MariupolSecondo Camporini, l’obiettivo ragionevole è un cessate il fuoco con una soluzione per il nodo Donbass. Per questo scopo propone “un referendum gestito a livello internazionale dall’OSCE. Oggi la struttura è un po’ appannata, ma è suo il compito di far crescere la distensione”. Nonostante l’imponente presenza dei mass media, è difficile distinguere verità e falsità dal fronte: “Noi riferiamo sempre solo ciò che vediamo. Con i nuovi mezzi, abbiamo moltiplicato i punti di vista - ha detto Camporini -. Le immagini satellitari invece sono affidabili, non possono essere manipolate. Sapremo cosa è successo veramente fra 30 anni”.
Guerra Ucraina, la mossa di Erdogan per far sedere al tavolo Putin e Zelensky. Il piano turcoRussia, Stati Uniti e Cina stanno riscrivendo la geopolitica mondiale, e per l’ex capo di Stato maggiore della Difesa il mondo si deve rendere conto di avere davanti sfide importanti e vitali: “I Paesi europei hanno interessi convergenti con quelli russi e viceversa. Ci sono problemi di leadership certo, però io credo che una Russia avviata alla partecipazione democratica possa avere un futuro insieme all’Europa. Un percorso che stavamo costruendo a inizio 2000 con Pratica di Mare, si parlava di ingresso della Russia nella NATO e di un rapporto privilegiato con l’UE. C’è complementarità tra UE e Russia. Per la Russia l’abbraccio della Cina sarà mortale. La guerra non durerà ancora a lungo, ma servono soluzioni e stabilità ai confini”.
Mariupol caduta, "come addestravano gli ucraini". Nella base del battaglione Azov spuntano i manuali dell'esercito americano