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La prova d'autore di Mario Biondi: "Finalmente canto in italiano"

Carlo Antini
Carlo Antini

Parole e musica come ascisse e ordinate

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Venti canzoni per la mia rivoluzione». Mario Biondi ha appena pubblicato «Prova d’autore», il suo primo album composto e cantato interamente in italiano. Con le nuove canzoni festeggia i primi vent’anni di carriera dall’esplosione mondiale di «This is what you are» e «Handful of soul». Nell’edicola degli artisti de Il Tempo parla delle nuove canzoni, della tournée che sta per partire e delle mille collaborazioni che hanno costellato la sua carriera. Tra i tanti ricordi emergono quelli legati alla realizzazione del videoclip di «Lowdown», brano inciso con Incognito e Chaka Khan. Biondi si trovava in barca insieme a Jean-Paul «Bluey» Maunick degli Incognito quando decisero di avvicinarsi alla costa per fare una pausa e mangiare qualcosa in un ristorante. «Vidi Jean-Paul mettere i piedi all’esterno convinto che lì sotto ci fosse la spiaggia - racconta Biondi - All’improvviso, però, lo vedemmo scomparire sott’acqua in verticale perché in quel punto non c’era affatto ghiaia. Di Jean-Paul "Bluey" era rimasto soltanto il cappello che galleggiava. Lì per lì ci spaventammo tutti a morte ma, dopo pochi attimi, "Bluey" riemerse dall’acqua e scoppiammo tutti in una risata fragorosa». Quest’anno Mario Biondi, la voce italiana più calda e riconoscibile del soul-jazz, festeggia, dunque, un traguardo importante: 20 anni di una carriera internazionale cominciata con l’esplosione del singolo «This is what you are», contenuto nel celebre «Handful of soul». Da quel 2006 la carriera del crooner catanese non si è più fermata, costellata di concerti in tutta Europa e nel mondo, con un record di 50 Paesi in cui si è esibito e con certificazioni oro e platino dei suoi album.

 

 

 

 

I festeggiamenti sono già cominciati a settembre con «This is what you are» reinterpretata da importanti e famosi musicisti della scena jazz internazionale. Dopo la riedizione di dicembre di «A very special Mario Christmas» con i classici del Natale e «Cool Yule (feat. Antonio Faraò)» e dopo aver partecipato al 76esimo Festival di Sanremo ospite di Sayf con Alex Britti portando sul palco la cover di Ray Charles «Hit the road jack», che si è classificata sul podio, Mario Biondi si prepara, dunque, a un’altra tappa speciale. È appena uscito «Prova d’autore», il suo primo album cantato interamente in italiano, un’opera che lo vede protagonista assoluto non solo come interprete ma anche come autore e compositore e di cui ha curato arrangiamenti e produzione artistica. Venti tracce per festeggiare il compleanno del suo straordinario percorso artistico. Da sempre Mario Biondi è anche autore, compositore, produttore e arrangiatore delle sue canzoni e questo nuovo disco sottolinea proprio la sua grande competenza musicale. La copertina dell’album è un’opera di Fabio Ferrone. In radio e in digitale è già disponibile «Cielo stellato», brano originale che gioca per la prima volta in lingua italiana su sonorità soul-jazz, morbide e raffinate, e che raccontano la libertà non come un fuga superficiale ma come una determinante conquista interiore.

Da maggio Mario Biondi sarà in tour nei teatri delle più importanti città italiane e mondiali. Una celebrazione raffinata dei grandi successi di «Handful of soul» e dell’intera carriera con arrangiamenti inediti pensati per esaltare la purezza della voce e l’eleganza delle sonorità soul-jazz, con grandi musicisti che lo accompagneranno sul palco. In questa nuova avventura ci saranno musicisti storici ma anche grandissime novità a partire dal maestro Antonio Faraò, uno dei più importanti pianisti jazz italiani riconosciuto a livello internazionale, e considerato una figura di spicco grazie alla sua tecnica raffinata. Con Mario Biondi anche Massimo Greco (polistrumentista e direttore musicale), Matteo Cutello (tromba), Giovanni Cutello (sassofono), Ameen Saleem (basso), Devid Florio (percussioni, chitarra e flauto) e David Haynes (batteria) che, in alcuni show, lascerà il posto a Nicolas Viccaro o Francesca Remigi alla batteria. Non resta che ascoltarlo.
 

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