Esteri

Abdelhamid Abaaoud, ecco "la mente" degli attacchi di Parigi

Belga di origine marocchine, 28 anni, è stato lui a coordinare l'azione di venerdì sera LA SCHEDA Molenbeek, il quartiere di Bruxelles centro del Jihadismo europeo

Un commando di 24 persone. Diciannove impegnate "sul campo", 5 che si sono occupate della parte logistica. Una vero e proprio "squadrone della morte" che si è abbattuto come uno tsunami su un tranquillo venerdì parigino. Le indagini stanno lentamente dando nomi e volti ai protagonisti della follia omicida di Parigi. E c'è anche il nome di chi ha pensato e coordinato il tutto (fermo restando che l'ordine di attacco sarebbe arrivato direttamente dal Califfo al-Baghdadi).  Si tratta di Abdelhamid Abaaoud, 28 anni, marocchino, residente in Belgio ma trasferitosi in Siria per combattere nelle file dell'Isis, già "mente" della cellula che venne smantellata dalle forze speciali delle polizia belga a Verviers lo scorso gennaio. In quell'occasione Abaaoud riuscì a fuggire in Siria e da allora i servizi di intelligence gli danno la caccia. Due dei terroristi suicidi identificati a Parigi - indicati dai giornali belgi come Bilal Hadfi e Brahim Abdeslam - avrebbero conosciuto Abaaoud nel quartiere di Molenbeek a Bruxelles dove vivevano. L'uomo è tristemente famoso per un video registrato nel 2014 in cui guida un'automobile che trascina dietro alcuni corpi mutilati. Ci sarebbe sempre lui dietro gli attentati al treno Thalys. Oltretutto Abaaoud è l'amico d'infanzia del ricercato numero 1, Salah Abdeslam. I due sarebbero quindi sempre rimasti in contatto, anche dopo che Abaaoud è scappato in Siria. A febbraio Abaaoud era comparso nella rivista in inglese dell'Isis, Dabiq, in un'intervista in cui raccontava come aveva progettato possibili azioni contro "i crociati" e come era poi riuscito a fuggire nonostante la sua foto fosse su tutti i media.     Fermato l'artificiere Secondo l'emittente belga Bfm-tv nel blitz di sabato scorso nel quartiere Molenbeek a Bruxelles, le forze speciali avrebbero arrestato Mohamed Amri, 27 anni, considerato l'artificiere degli attentati di Parigi. Non vi ci sono conferme ufficiali ma nella sua abitazione gli inquirenti avrebbero trovato una grande quantità di nitrato, utilizzato per realizzare esplosivi. Dopo essere stato fermato e arrestato Amri aveva confessato di essere andato a prendere Salah a Parigi venerdì notte ma aveva dichiarato che non sapeva cosa fosse successo nella capitale francese. Nel viaggio di ritorno, Amri, in auto con Salah e un altro amico, era stato fermato piàù volte per controlli e le forze dell'ordine lo avevano comunque lasciato proseguire.      I terroristi identificati Al Bataclan hanno agito tre terroristi. Due di loro si sono fatti esplodere e un altro è morto ucciso dalla polizia nel blitz lanciato dalle forze di sicurezza intorno a mezzanotte per liberare gli ostaggi. Uno dei kamikaze è stato identificato come un 29enne francese nato a Courcouronnes, Essonne, di origini algerine. Il suo nome è Ismael Omar Mostefai, e viveva a Chartres fino al 2012. Nato il 21 novembre 1985 alla periferia di Parigi, aveva 8 condanne per reati non gravi tra il 2004 e il 2010 ma non era mai stato incarcerato. Aveva soggiornato in Siria per diversi mesi durante l’inverno del 2013-2014: c’è traccia del suo passaggio in Turchia nell’autunno del 2013, poi è stato avvistato dai servizi segreti di nuovo a Chartre nella primavera del 2014, osservando un piccolo gruppo di salafiti a Chartres. Su Mostefai la Direzione generale per la sicurezza interna aveva una scheda di tipo S per radicalismo, cioè di persona sospettata, nel 2010: era schedato come integralista ma non monitorato. È stato possibile compiere l’identificazione grazie alle impronte digitali prese da un dito, l’unica parte rimasta intatta dopo l’esplosione. Gli inquirenti francesi hanno perquisito le case dei suoi parenti a Romilly-sur-Seine, a est della capitale francese, e a Bondoufle e hanno arrestato sei membri della sua famiglia, tra cui il padre e il fratello 34enne. Abdeslam Salah, ha 26 anni, è nato a Bruxelles ma è francese, ed è l'uomo che ha affittato la Volkswagen Polo in Belgio ritrovata vicino alla sala concerti del Bataclan. La polizia belga ha lanciato un'operazione nel quartiere Molenbeek a Bruxelles e ha arrestato sette persone, tra cui il fratello Mohammed (che oggi è stato rilasciato e poi nuovamente fermato ndr). Lui è in fuga, la polizia bega ha emesso un mandato di arresto internazionale. Un terzo fratello, Brahim, è uno degli attentatori suicidi al caffè di boulevard Voltaire. Secondo quanto riportano i media francesi, Salah ha guidato la Seat nera dalla quale erano scesi i killer col kalashnikov a sparare contro i ristoranti dell'est di Parigi. Poi, ha depositato il fratello Ibrahim nel caffè di boulevard Voltaire dove, seduto al tavolo, si è fatto esplodere azionando la cintura da kamikaze. Un altro degli otto terroristi delle stragi di Parigi sarebbe stato identificato dalla polizia francese. L'uomo ricercato, precisa la procura, si chiamava Samy Amimour, nato a Parigi nel 1987. L'uomo è noto alla giustizia antiterrorismo "per essere stato messo sotto inchiesta il 19 ottobre 2012 per associazione a delinquere con fini di terrorismo, progetto fallito di partenza per lo Yemen, e messo in libertà vigilata". Era fuggito nel 2013, e da allora era oggetto di un mandato di cattura internazionale. Stamattina, tre persone "del suo ambiente familiare" sono state fermate, aggiungono gli inquirenti.     Ex "siriani" I cinque kamikaze di Parigi già identificati erano stati in Siria, così come il fuggitivo Salah Abdeslam. A dirlo è l'emittente francese BFM Tv secondo cui Abdeslam sarebbe tornato in Europa, probabilmente a settembre, passando attravero la frontiera austriaca appena aperta. Secondo i servizi segreti belgi, anche il fratello di Salah, Brahim, 31 anni e residente in Belgio, che si è fatto saltare in aria nel bar in boulevard Voltaire, è stato in Siria. Ismael Omar Mostefai, francese, 29 anni, altro kamikaze del Bataclan, era stato nel Paese arabo almeno 2 anni e la Francia era stata allertata dalla Turchia. Samy Amimour, 28enne di Drancy, alle porte di Parigi, altro attentatore suicida della sala concerti, era in Siria dal 2013, quando violò il regime di controllo che gli fu imposto in Francia dopo un tentativo di andare in Yemen. Il francese Bilal Hafdi, 20 anni, kamikaze allo stadio, era stato in Siria a marzo.     Il "rifugiato" Intanto arriva un'altra conferma da parte della procura. Uno degli attentatori che venerdì si è fatto esplodere all'esterno dello Stade de France era transitato attraverso la Grecia. C'è infatto una corrispondenza tra le sue impronte digitali e quelle rilevate durante un controllo in ottobre dalle forze di polizia greche. Non è confermata, invece, l'autenticità del passaporto siriano che gli è stato trovato addosso.     Contatti con l'Isis via PlayStation Emerge anche un elemento singolare che riguarda la comunicazione utilizzata tra jihadisti: i terroristi di Parigi potrebbero aver usato la PlayStation 4s per comunicare con i vertici dell'Isis immediatamente prima degli attacchi, secondo quanto scrive il Mirror online citando il ministro dell'Interno belga Jan Jambon, secondo il quale la consolle sarebbe quasi impossibile da monitorare, in ogni caso "molto più difficile rispetto a WhatsApp".

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