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Metrò vuota e sguardi di paura, Parigi ancora sotto choc

Il titolare di un ristorante siciliano vicino al Bataclan: "Con venti clienti siamo rimasti nascosti in cucina fino alle 4 di notte"

Metrò vuota e sguardi di paura, Parigi ancora sotto choc

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È la linea 8 della metro parigina a collegare due estremi della città divisi dalla Senna, ma oggi uniti da quel senso di incredulità che lascia attoniti. Così, se a due passi dalla Tour Eiffel la vita sembra trascorrere nella normalità di un giorno comunque molto pesante, la «Marianne», linea del X Arrondissement rappresenta con la sua immobile fierezza quello che sta succedendo in città. Parigi oggi ha due volti che raccontano del suo istinto di sopravvivenza e di un panico che la paralizza. La metropolitana è surreale, vuota. Le persone salgono e scendono guardandosi negli occhi, cercando la verità. Place de la République, ancora una volta, diventa luogo di solidarietà e di preghiera. Candele, fiori, uomini e donne di tutte le razze sono raccolti intorno al simbolo della Repubblica, incuranti della polizia che li invita a evacuare la piazza per motivi di sicurezza. Le vie che portano verso il Bataclan e Le Petit Cambodge sono meno affollate del solito, ma non sono deserte. Per nulla. I bar e i bistrot servono da bere; ci sono tante famiglie con bambini. Il Bataclan è inaccessibile: rue Voltaire è bloccata dalle transenne; turisti, curiosi, cittadini rendono omaggio con rispetto al luogo mentre giornalisti di tutto il mondo raccontano quello che sta succedendo. Il tragitto verso l’incrocio tra rue de la Fontaine au Roi e rue du Faubourg du Temple è breve, ma nell’aria si respira un’atmosfera strana, ovattata. Hai l’impressione che qualcuno ti segua e ti volti, passo dopo passo, a guardare le ombre di chi non c’è più. «Stavo andando a trovare mia figlia – dice una testimone che vuole restare anonima – quando ho visto gente che correva da tutte le parti, auto che andavano in retromarcia e non capivo cosa stesse succedendo. Non c’era polizia ma si sentiva nell’aria l’odore degli spari. A un certo punto ho notato un uomo in piedi in mezzo alla strada davanti al Café Bonne Bière: fermo, immobile. Solo allora ho visto sulla strada tre corpi inermi coperti di sangue, ancora caldi, appena morti. E ho capito». Poco lontano, in Rue de la Fontaine au Roi, il ristorante siciliano La Trottinette serviva cena a venti clienti francesi: «Quando abbiamo sentito gli spari – dichiara il titolare Mauro Muccio –abbiamo spento le luci e ci siamo rifugiati in cucina dove siamo rimasti fino alle quattro del mattino. Sono state ore agghiaccianti, ma ci siamo fatti coraggio aprendo una bottiglia di vino. E oggi siamo aperti per dare un segnale forte: la vita continua».

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