Disastro aereo nelle montagne della penisola del Sinai, in Egitto: un Airbus 321 della low cost russa Kogalymavia è precipitato 23 minuti dopo il decollo da Sharm el-Sheikh, con a bordo sette membri dell'equipaggio e 217 passeggeri, 17 dei quali erano bambini. I piloti avevano lanciato un Sos per problemi al sistema wireless di bordo quando l'aereo era già in quota, a 9.400 metri di altitudine, e sembra che avessero chiesto un atterraggio d'emergenza. L'aereo si è spezzato in due tronconi e fonti della sicurezza hanno riferito che non ci sono superstiti, anche se in un primo momento si era parlato di voci che provenivano dai rottami. E' stata comunque recuperata la scatola nera che potrebbe rivelarsi decisiva per capire cosa è accaduto. Isis rivendica l'attacco Il ministro dell'Aviazione civile egiziano Mohamed Hossam Kemal, ha avvertito che è "troppo presto per stabilire le cause" dello schianto, anche se al momento nessuno si azzarda a ipotizzare che possa essere stato abbattuto da miliziani jihadisti che combattono nel nord del Sinai, ipotesi che riporterebbe alla mente l'aereo della Malaysia Airlines buttato giù da un missile nei cieli dell'Ucraina nel luglio 2014. Intanto il gruppo fondamentalista egiziano legato all'Isis e attivo nella penisola del Sinai rivendica l'abbattimento dell'Airbus. "I soldati del califfato sono riusciti ad abbattere un aereo russo nel Sinai" recita una dichiarazione che sta circolando sui siti jihadisti. Ma il tempo sul Sinai era buono e la pista più accreditata per ora resta comunque quella dell'avaria, anche perché secondo alcune testimonianze "nell'ultima settimana" i piloti dell'A321 avevano denunciato problemi a un motore e l'aereo aveva richiesto più volte assistenza perché il motore non si avviava". Proprio questi problemi potrebbero essere alla base della decisione del Comitato investigativo federale russo di aprire un'inchiesta sulla compagnia Kogalymavia "per violazioni delle normative sui voli e sui loro preparativi". La pista dell'attentato non è considerata attendibile né da Mosca né dal Cairo. Scettico il ministro dei Trasporti russo, Maxim Sokolov: "Circola la notizia che l'aereo passeggeri sarebbe stato abbattuto da un missile antiaereo, lanciato da terroristi ma non è attendibile". Anche le forze di sicurezza egiziane si sono dette scettiche sulla rivendicazione da parte della filiale egiziana dell'Isis. "Possono sbandierare qualsiasi tipo di dichiarazione, ma non ci sono prove al momento che i terroristi siano responsabile di questo incidente" ha detto al quotidiano britannico Guardian il portavoce dell'esercito, Mohamed Samir. "Conosceremo la verità - ha aggiunto - quando l'Autorità per l'Aviazione Civile, in collaborazione con le autorità russe, avrà completato le indagini. Ma l'esercito non ritiene autentici le loro rivendicazioni o i loro video".
Airbus russo si schianta nel Sinai
Partito da Sharm e diretto in Russia: a bordo 224 persone tra cui 17 bambini. L'Isis rivendica l'attacco ma Il Cairo e Mosca smentiscono: "Avaria"
