Esteri

Marò, l’India ha falsificato i documenti

L’Enrica Lexie e la barca dei pescatori non erano a 50 metri ma a un chilometro Lo rivela l’analisi sugli atti dell’inchiesta che è stata svolta in Germania

Dall'analisi sugli atti in Germania, svolta dal perito Luigi Di Stefano, risulta che l'Enrica Lexie si muoverebbe su una rotta differente (331 gradi dall'India) rispetto al quadro prospettato dai legali indiani, mentre il St.Antony avrebbe una direzione a 186 gradi: la registrazione riguardante la petroliera risulta dallo Ship Security Alarm System (Ssas), sistema di sicurezza previsto dall'Organizzazione marittima internazionale per la segnalazione di rischio pirati (l'allarme lanciato dalla nave attaccata viene ricevuto da un centro soccorso internazionale). Dal confronto delle posizioni delle imbarcazioni e della velocità del cargo e del peschereccio (il primo procedeva a 14 nodi, il secondo a 8), risulterebbe che la distanza tra i due non poteva essere di 50 metri, ma vicina ai mille metri. Non a caso nell'allegato numero 1 della documentazione consegnata al Tribunale di Amburgo dal governo di Nuova Delhi la Guardia costiera indiana indicava una rotta a 340 gradi per la Enrica Lexie, mentre nel disegno («scena del crimine») addirittura diventano 350 gradi. Dalla proiezione con la rotta indicata dallo Ship Security Alarm System, inoltre, i proiettili provenienti dalla petroliera potrebbero incrociare il peschereccio solo da sinistra e non da destra, dove sono stati riscontrati i fori. Sulla dinamica balistica, poi, già il saggio di Toni Capuozzo, «Il segreto dei marò» (Mursia), aveva mostrato le incongruenze che emergevano dalla relazione del professor Sasikala, docente all'università di Trivandrum. In questo documento il medico legale misura i proiettili in centimetri, invece che in millimetri, come farebbe un perito balistico. «Trova un proiettile nel cranio di Valentine Jelastine (l'altro pescatore, Ajesh Binki, è stato colpito al cuore), e fornisce, prudentemente e scrupolosamente, tre misure: 3,1 cm di lunghezza, due centimetri di circonferenza sulla punta, 2,4 sopra la base. Una semplice operazione di calcolo - scrive nel libro Capuozzo - sulla base di questa circonferenza fornisce un calibro - che è dato dal diametro - di 7,64 millimetri. (...) Dunque la misura fornita è molto vicina al calibro 7,62, che è un calibro Nato ma anche di molte armi dell'ex Patto di Varsavia. Un calibro molto distante dal 5,56 delle armi in dotazione ai Fucilieri». Infine, per inquadrare le troppe anomalie nelle ricostruzioni indiane della querelle riguardante Latorre e Girone, non risulta marginale il destino del peschereccio St.Antony, salvato dal naufragio nel giugno 2012, e mai conservato integro, dal momento che ha rischiato di inabissarsi più volte e l'acqua di mare imbarcata ha di fatto cancellato ogni possibile segno della polvere da sparo dei proiettili letali per i due pescatori.

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