Esteri

Canada, svolta liberal. L'ex attore Trudeau è il nuovo premier

Ha promesso di aiutare le famiglie più povere alzando le tasse alle fasce più abbienti. Torna al governo la forza progressista dopo un decennio di esecutivi conservatori

Un fisico da far invidia. Un idolo per le donne di tutto il mondo. Continua la "Trudeaumania", termine che è entrato perfino nei vocabolari. E' stato consacrato dai social (strumento fondamentale per la campagna) come il perfetto erede di suo padre, l'ex premier Pierre Trudeau, famoso per aver avuto love story con Barbra Streisand, Margot Kidder e Kim Cattrall. Ora è il turno di Justin, che in questi anni ha regalato emozioni ai suoi fan sui ring di boxe, baciando omosessuali in tv (per sensibilizzare sul tema) e facendosi fotografare mentre fa yoga o balla in maschera. Il neo eletto premier del Canada, in rete ha già vinto la palma del primo ministro più sexy del mondo. "Il Canada ritrova una parte di se stesso": con queste parole il capo dei liberal ha salutato dal quartier generale di Montreal il successo elettorale che riporta al governo la sua forza progressista, dopo un decennio di esecutivi conservatori guidati da John Harper. Una vittoria sorprendente soprattutto nella misura. Il 39% ottenuto dai liberal si traduce nella maggioranza assoluta con 184 seggi sui 338 della Camera. Nel 2011 il partito era risultato la terza forza con il 19% di consensi e appena 34 seggi. "La politica non ha bisogno di essere negativa o di basarsi sull'attacco personale per conoscere il successo", ha osservato il 43enne, da appena due anni alla guida dei liberal, alludendo al tentativo dei conservatori di dipingerlo come un bel bamboccione inadatto a guidare il Paese. "Abbiamo battuto la paura con la speranza, il cinismo con il lavoro. Abbiamo sconfitto la politica divisiva e negativa con una visione che riunisce tutti gli abitanti di questo Paese". In particolare il figlio dello storico leader del partito, Pierre Trudeau, ha promesso di aiutare le famiglie più povere a unirsi alla classe media. In un'elezione che ha fatto segnare il 67% d'affluenza (+5% sul 2011), i conservatori di Harper hanno comunque mantenuto i propri bastioni nell'Ovest e hanno ottenuto 100 seggi. Il premier uscente ha pagato la crisi, con il Pil in calo nei primi cinque mesi del 2015 a causa del crollo del prezzo del petrolio e della frenata cinese. A uscire malconci dal voto, però, sono soprattutto i socialdemocratici dell'Npd di Tom Mulcair, che erano considerati la prima forza di opposizione e che si ritrovano con appena 42 seggi. Il successo di Trudeau si fonda su un programma che ha guardato alla classe media, con l'impegno di alzare le tasse alle fasce più abbienti. Il suo avvento metterà fine all'era di relativo isolazionismo in politica estera voluto da Harper, da molti paragonato a George W. Bush e forse per questo in frequente rotta di collisione con l'Amministrazione Obama. E' prevedibile un ritorno alla tradizionale politica canadese di multilateralismo, con nuovi impegni su molti fronti a partire dalla lotta ai cambiamenti climatici, anche se Trudeau non dovrebbe abbandonare il controverso progetto dell'oleodotto Keystone XL. A 43 anni Trudeau è il secondo premier più giovane nella storia del Canada dopo il conservatore Joe Clark, eletto a 39 anni. Tra i primi a fargli i complimenti l'unico premier del G7 più giovane di lui, il 40enne Matteo Renzi, che ha twittato: "Ti aspetto al G20, lavoreremo insieme per rendere i rapporti tra Canada e Italia ancora più forti. Buona fortuna".

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