Uno dei temi più spinosi da affrontare nel Sinodo dei vescovi sulla famiglia potrebbe restare senza una soluzione immediata. Almeno non nell’immediata conclusione dei lavori. Perché sulla questione dei divorziati risposati e della possibilità di accedere alla Comunione potrebbe servire un approfondimento di cui dovrebbe occuparsi una commissione ad hoc. La novità è stata annunciata ieri dal responsabile della comunicazione in inglese, padre Bernd Hagenkord: «È stato suggerito - ha detto - di stabilire una Commissione per studiare questo argomento dopo il Sinodo, per non prendere una decisione prematura. È stata suggerita anche una pastorale adatta ai tempi nostri e alle esigenze attuali, includendo anche un Diritto Canonico adatto». Riferendo degli interventi di lingua inglese, padre Hagenkord ha detto che si sono definite le possibilità emerse al Sinodo: o non fare nulla per mancanza di soluzione o scegliere la via penitenziale, in sostanza quella proposta dal cardinale Kasper, che ha voci favorevoli e contrarie, o ancora rimanere fermi nella dottrina, «essere profeti nell’annuncio del Vangelo e andare contro corrente». Al centro delle discussioni è tornato anche il ruolo del vincolo matrimoniale: sacramento indissolubile la cui natura non può essere modificata. Ogni apertura, si è detto, è cambiamento di dottrina. Sulla via penitenziale il relatore generale card. Erdo fin dal primo briefing aveva sottolineato come il periodo intercorso tra il Sinodo straordinario e quello attuale era servito a comprendere meglio la prassi delle Chiese ortodosse. E ieri è toccato proprio ai delegati fraterni delle altre confessioni cristiane portare all’assemblea le proprie esperienze. Il primate della Chiesa ortodossa di Estonia, patriarca Stephanos, intervenuto in sala stampa insieme al vescovo anglicano Thornton, ha spiegato che «ci si sposa per l’eternità» ma a volte gli sposi «si autodistruggono». Poi ha aggiunto che «è una condizione di peccato e di disperazione: il vescovo può sciogliere il matrimonio» ma «è necessario un momento penitenziale. Non si scioglie automaticamente il matrimonio». E in ogni caso le seconde nozze non avvengono «in modo trionfale» ma «penitenziale». Il patriarca ha poi ribadito la necessità «di difendere la realtà della differenza tra uomo e donna». Quello dell’omosessualità è comunque un altro argomento delicato. «Dal Sinodo non verrà certo alcun messaggio di chiusura ma si discuterà di tutti i temi presenti nell'Instrumentum laboris tra cui la necessità di una maggiore attenzione pastorale verso le persone con tendenza omosessuale: uomini e donne che, in quanto figlie di Dio, dovranno essere accolte nella Verità con rispetto e delicatezza, evitando ogni discriminazione» ha detto al sito specializzato «Il Sismografo» il cardinale Bassetti, arcivescovo di Perugia. «Mi sento di dire con assoluta pacatezza e certezza - ha aggiunto il porporato - che per la Chiesa esistono le persone nella loro interezza, nella loro intima dualità di anima e corpo e non ci sono individui di serie A o di serie B». Intanto giovedì sera, al termine della riunione del Sinodo, poco dopo le 19, Papa Francesco si è recato al nuovo Dormitorio «Dono di Misericordia» per i senzatetto, realizzato in Via dei Penitenzieri nei locali messi a disposizione dalla Casa Generalizia della Compagnia di Gesù. Il Papa è stato accolto dall’Elemosiniere, mons. Konrad Krajewski e dal preposito generale dei Gesuiti, padre Adolfo Nicolás, insieme alle tre suore di Madre Teresa e ad alcuni volontari che gestiranno la struttura. Il Papa ha salutato tutti gli ospiti, una trentina, riuniti nella saletta comune. È rimasto una ventina di minuti con gli ospiti, visibilmente commossi e felici della sua visita. Il Dormitorio è stato inaugurato il 7 ottobre. È gestito dalla Elemosineria Apostolica e può ospitare fino a 34 uomini, che vi potranno pernottare per un massino di trenta giorni, usufruendo della cena offerta presso la vicina Casa «Dono di Maria», in Vaticano, gestita sempre dalle suore di Madre Teresa, che offre 50 posti letto per le donne. Oggi nell’Aula Paolo VI si terrà la solenne commemorazione del 50° dell’istituzione del Sinodo, voluta proprio da Paolo VI mentre domani è prevista la canonizzazione, insieme a un sacerdote e a una suora, dei genitori di Santa Teresa di Lisieux, i coniugi Martin.
Sui divorziati non bastano due Sinodi
Molti vescovi chiedono una commissione per approfondire l’argomento E intanto il Papa va a visitare i senzatetto ospitati nel nuovo dormitorio
