Esteri

Bombe sull’ospedale di Kunduz: 20 morti

Medici senza frontiere: non è stato un incidente. Accuse agli Usa Il Pentagono apre un’inchiesta. Ue sconvolta. L’Onu: crimine di guerra

Bombe sull’ospedale nel cuore della notte. In diciannove sono morti ieri a Kunduz, in Afghanistan. Dodici operatori di Medici senza frontiere e sette pazienti. Tre erano bambini. I feriti sono 37. «Tutti sapevano dove eravamo», protesta l’organizzazione umanitaria francese. Ora accusa gli Stati Uniti che guidano la coalizione internazionale in guerra contro i terroristi talebani dal 2001. «Dalle 2.08 alle 3.15 il centro traumatologico di Kunduz è stato colpito da una serie di bombardamenti aerei a intervalli di 15 minuti l’uno dall’altro», scrive Msf. «L’edificio centrale dell’ospedale - che ospita l'unità di cura intensiva, le sale del pronto soccorso e il reparto di fisioterapia - è stato colpito ripetutamente in ognuno dei raid, mentre gli edifici circostanti sono stati per lo più risparmiati». «Sono cadute le bombe e abbiamo sentito l’aereo che virava», racconta Heman Nagarathnam, responsabile dei programmi di Msf in Afghanistan. «C'è stata una pausa, poi altre bombe. E questo è successo più e più volte. Quando sono riuscito a uscire dal mio ufficio, l’edificio principale dell’ospedale era avvolto tra le fiamme. Chi poteva ha raggiunto i bunker. Ma i pazienti che non sono riusciti a scappare sono morti bruciati nei loro letti». Al momento dell’attacco, nell'ospedale si trovavano 105 tra pazienti e parenti che li assistevano e 80 medici e infermieri. Il bombardamento «non è stato un incidente, tutti conoscevano le nostre coordinate, è una violazione del diritto umanitario internazionale», afferma Meinie Nicolai, presidente di Msf Belgio. Le forze afghane ribattono: «Nel nosocomio erano nascosti una decina di Talebani, che sono stati uccisi».I guerriglieri afghani negano. E nega pure l’organizzazione umanitaria: «Abbiamo fatto entrare solo pazienti, persone che li assistevano e staff». «Il bombardamento dell’ospedale potrebbe essere trattato come un crimine di guerra», sostiene l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ràad al-Hussein. «Un evento profondamente scioccante che dovrebbe essere indagato in maniera rapida, approfondita e indipendente - sottolinea al-Hussein - I risultati dovrebbero essere resi pubblici». Il segretario statunitense alla Difesa Ashton Carter in serata ha ammesso che forze americane «stavano operando» nei pressi del centro traumatologico di Msf, colpito dal bombardamento e che per questo è stata avviata «un’indagine piena sul tragico incidente, in coordinamento con il governo afghano». La Commissione europea, «sconvolta» per l’attacco, invita tutte le parti «a rispettare il diritto umanitario internazionale». Il bombardamento sull’ospedale «è continuato per più di 30 minuti da quando gli ufficiali militari americani e afghani, a Kabul e Washington, ne sono stati informati», accusano i medici. «Tutte le parti in conflitto, comprese Kabul e Washington, erano perfettamente informate della posizione esatta delle strutture Msf: ospedale, foresteria, uffici e unità di stabilizzazione medica a Chardara, a nord-ovest di Kunduz». Medici Senza Frontiere insiste: «Gli elementi raccolti al momento portano ad attribuire i raid alle forze della coalizione internazionale. L’attacco non può essere liquidato come un «effetto collaterale» della guerra».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.