Esteri

Gerusalemme, scontri sulla spianata delle moschee. Feriti

Alta tensione. Israele, molotov contro la polizia GUARDA IL VIDEO

Almeno 110 palestinesi sono ricorsi alle cure dei medici, per lo più per sintomi di intossicazione, dopo gli scontri della notte con la polizia israeliana davanti alla moschea di Al Aqsa, a Gerusalemme. Lo hanno riferito fonti della Mezzaluna rossa. Una ventina di feriti sono stati trasportati all'ospedale al-Makased di Gerusalemme est, fra cui tre con lesioni al petto e uno con lesioni alla testa. l I disordini sono scoppiati a poche ore ore dall'inizio della celebrazione del Capodanno ebraico. Secondo alcuni testimoni musulmani, gli agenti hanno fatto irruzione nella moschea, il terzo luogo più sacro dell'Islam. Un portavoce della polizia ha affermato che gli agenti si sono limitati a chiudere l'accesso alla moschea dopo essere stati bersagliati con sassi, bottiglie molotov e petardi dai giovani palestinesi a volto coperto barricatisi all'interno con l'obiettivo di disturbare l'arrivo di visitatori ebrei sulla Spianata, domenica sera. La tensione è molto alta nella Città Santa soprattutto dopo che la settimana scorsa il ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha messo al bando il movimento Al Mourabitoun che si oppone alla presenza di visitatori ebrei sulla Spianata delle Moschee o Monte del Tempio, luogo sacro sia per l'Islam che per l'ebraismo. Israele ha rafforzato le misure di sicurezza a Gerusalemme e limiterà fino a giovedì i transiti al valico con la Striscia di Gaza in coincidenza con l'inizio questa sera di Rosh Hashana', il Capodanno ebraico che dura fino a martedi' notte.   Il giorno dell'esaltazione della Santa Croce Nel V secolo la festa dell'Esaltazione della Croce veniva celebrata il 13 settembre, anniversario della dedicazione delle basiliche costantiniane sul Golgota e sul santo Sepolcro, mentre, secondo la pellegrina Egeria, il giorno era stato scelto qualche anno prima -forse il 335- perché era quello in cui venne scoperta la Croce. Cirillo di Gerusalemme nel 347 dice testualmente: «La passione è reale: fu veramente crocifisso e noi non ce ne vergogniamo; fu crocifisso e non lo neghiamo, anzi mi vanto di affermarlo. Già, anche se lo negassi io, me ne rimprovererebbero questo Golgota, vicino al quale ci troviamo; me ne rimprovererebbe il legno della Croce che da qui è stato distribuito in frammenti per tutto il mondo».

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