«Sono stato dimesso ma sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono perfetti come lo erano prima di contrarre la febbre dengue. Ho ancora bisogno di cure, convalescenza e riposo a casa mia, come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare. Ma purtroppo non posso visto il mio stato detentivo illegale». Così, il marò Salvatore Girone, ai microfoni dell’agenzia distampa Ansa, che lo ha raggiunto telefonicamente a Nuova Dheli. Girone, ricordiamo, è uno dei due fuciliere della Marina accusati dall’India di aver colpito a morte due pescatori - Valentine e Ajeesh Pink, imbarcati su un peschereccio indiano - il 15 febbraio del 2012 al largo della costa del Kerala, stato dell’India sud occidentale. I due marò erano a bordo, insieme ad altri 4 militari del 2° reggimento San Marco, della petroliera italiana EnricaLexie, per una missione di protezione proprio in seguito a numerosi attacchi da parte di pirati alle navi cargo nelle acque dell’oceano indiano. Il compagno Massimiliano Latorre rimarrà in Italia almeno fino a gennaio 2016 proprio per curarsi. Il permesso dell’India che gli ha concesso di curarsi in Italia, scade il 15 gennaio.
Marò, Girone dimesso: "Non sto bene, mandatemi a casa"
Il fuciliere della Marina detenuto in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori