L'emergenza migranti ha fatto piombare nel caos la principale stazione ferroviaria di Budapest, prima evacuata e poi riaperta dopo un'ora di chiusura, ma non ai profughi, allontanati dall'ingresso da un cordone di agenti. La tensione nella capitale dell'Ungheria, il cui premier, Viktor Orban, vedrà giovedì i vertici dell'Ue, è lo specchio delle pressioni sulle frontiere orientali e meridionali d'Europa, presa d'assalto da un'ondata di profughi. Più di 350.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo da gennaio, secondo gli ultimi dati Oim, e almeno 2.643 sono morti in mare: oltre 118 mila sono sbarcati in Italia, gli altri si sono divisi tra Spagna e l'isola di Malta. Ma è la rotta dei Balcani che desta maggiore allarme in queste ore. Un totale di 3.650 migranti sono arrivati in treno a Vienna solo nella giornata di lunedì, mai così tanti in un solo giorno dall'inizio dell'anno. Caos a Budapest, evacuata la stazione In Germania, in Baviera, che confina con l'Austria, la polizia ha registrato il numero record di arrivi di 2.200 nelle ultime 24 ore. Il numero è schizzato verso l'alto perché alcuni treni, carichi di centinaia di migranti, hanno lasciato l'Ungheria e attraversato l'Austria, diretti verso la Baviera. Successivamente le autorità ungheresi hanno impedito la partenza dei migranti: centinaia di profughi furenti hanno allora inscenato una manifestazione di protesta davanti alla stazione ferroviaria, sventolando i biglietti, scandendo "Germania, Germania". Il portavoce del governo magiaro ha motivato la chiusura con il tentativo di Budapest di applicare la normativa Ue, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all'interno dell'area Schengen di aver un passaporto e un visto. La situazione è così confusa che la Germania si è sentita in dovere di far presente che la normativa europea inerente il diritto di asilo e che impone ai rifugiati di presentare la richiesta di asilo politico nel primo punto di approdo, non è sospesa. "La Germania non ha sospeso (i regolamenti di) Dublino" ha sottolineato il portavoce del governo. "Chiunque arrivi in Ungheria deve registrarsi lì e sottoporsi lì alla procedura di richiesta d'asilo". Intanto la Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia per la detenzione "illegale" di tre migranti tunisini nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa. Il video dei migranti in protesta alla stazione Germania: "Non ci sono corresponsabilità" Nel frattempo la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier spagnolo Mariano Rajoy, nel corso di una conferenza stampa a Berlino, hanno ribadito che occorre aiutare Italia e Grecia ad aprire centri di registrazione per i migranti. "Non vedo corresponsabilità nella situazione che si sta verificando in Ungheria, dove migliaia di migranti chiedono di andare in Germania" ha dichiarato la cancelliera che ha sottolineato che le regole di Dublino in Europa valgono ancora, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese. Il ministro dell’Interno dell’Austria, Johanna Mikl-Leitner, ha chiesto alla Germania di chiarire la sua posizione sulle regole europee relative all’asilo in modo che ai rifugiati in Ungheria non vengano date false speranze. "Ci sono rumors secondo i quali la Germania sta addirittura mandando treni a Budapest per prendere i rifugiati. La cosa più importante è che la Germania informi i rifugiati in Ungheria che gli accordi di Dublino (in base ai quali i migranti devono chiedere asilo nel primo Paese Ue in cui arrivano) non sono stati sospesi", ha detto la ministra austriaca.
Migranti, è caos a Budapest: evacuata la stazione
Bloccati treni carichi di profughi diretti verso l'Austria e la Germania. Esplode la protesta e la polizia spara lacrimogeni. In Baviera record di arrivi: 2.200 in 24 ore VIDEO
