Esteri

Fermato un altro tir con 26 profughi

Tre bambini ricoverati in avanzato stato di disidratazione. Rilasciato l'autista italiano fermato in Gran Bretagna

Un altro tir con i profughi ammassati dentro. E anche stavolta è stato scoperto in Austria dove pochi giorni fa è stata fatta la macabra scoperta dei settantuno cadaveri in un furgone abbandonato in strada. Nel camion trovato ieri, invece, tre bambini sono stati trovati in gravi condizioni. A bordo c’erano 26 migranti. Le persone all’interno del tir era no provenienti da Siria, Afghanistan e Bangladesh. I tre bambini sono stati ricoverati perché gravemente disidratati. Il conducente, un romeno, è stato arrestato dopo un inseguimento. Questa è la dimostrazione che il traffico di migranti via camion non è per nulla un fatto isolato ma una pratica sempre più consolidata. Il flusso di migranti via terra, infatti, si dipana dalla Siria al cuore dell’Europa attraverso i Balcani. Su questa rotta l’Austria e un paese di passaggio naturale. È stato invece rilasciato, perché giudicato totalmente estraneo ai fatti, l’autista italiano fermato venerdì nel Surrey, in Inghilterra, perché a bordo del suo camion erano nascosti 27 clandestini. Secondo fonti diplomatiche, l’italiano ha dimostrato che i migranti erano saliti a bordo a sua insaputa. Accade di frequente che i migranti che - in fuga da fame e guerre sempre più numerosi scelgono la via su strada per entrare in Europa - salgano di soppiatto sui tir, con l’aiuto di trafficanti di esseri umani, nelle varie stazioni di servizio in cui gli autisti si servono durante i lunghi viaggi. Nel caso dell’autista italiano, di 50 anni, fermato sulla M25, l’anello autostradale che cinge Londra, era stato proprio lui a fermarsi nell’area di servizio di Cobham perché aveva sentito rumori sospetti a bordo. Il gruppo di clandestini era composto da quattro iracheni (fra i 17 e i 45 anni), nove iraniani (fra i 17 e il 28), due vietnamiti (16 e 26 anni), un quindicenne turco e un siriano 42enne. Quelli che non hanno diritto di restare saranno espulsi dal Regno Unito, ha già preannunciato il ministero dell’Interno britannico.

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