Esteri

Turchia, attentato al raduno dei giovani socialisti. Morti e feriti

Una kamikaze si è fatta eplodere a Suruc, città al confine con la Siria. I media turchi palrano di una ragazza 18enne "vicina all'Isis"

Il confine tra Turchia e Siria è considerato da molti un accesso preferenziale per i foreign fighters che dall'Europa decidono di andare a combattere al fianco delle milizia dell'Isis. Ma anche un accesso preferenziale per chi compie il viaggio inverso e rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza. Da mesi i governi del mondo puntano il dito contro Recep Tayyip Erdogan accusandolo di essere eccessivamente "morbido" con lo Stato Islamico per favorire la caduta del regime siraino da sempre detestato. Una politica che, però, rischia di ritorcersi contro il leader turco. Stamattina, infatti, una kamikaze si è fatta esplodere a Suruc, città al confine con la Siria. Il bilancio provvisorio è di 27 morti e 100 feriti. L'attentatrice, secondo quanto riferito, sarebbe una 18enne vicina all'Isis. Obiettivo dell'attacco suicida il centro culturale Amara,dove in questo giorni circa 300 giovani affiliati alla gioventù socialista si sono incontrati per un forum sulla Rojava, il progetto di uno stato curdo al confine sud della Turchia. Nel centro culturale Amara,allo stesso tempo il partito filocurdo dell'Hdp stava organizzando l'accoglienza per i rifugiati provenienti da Kobane.     Attacco a Kobane E sempre stamattina proprio a Kobane, città siriana che dista circa 10 chilometri da Suruc, due miliziani curdi delle Unità di difesa del popolo (Ypg) sono morti in un attentato. Un kamikaze si è fatto esplodere a bordo di un'auto contro il loro checkpoint nel sud della città.

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