Esteri

Strage in Tunisia, arrestati i complici

Il gruppo sospettato di aver avuto un ruolo nell'attacco a Susa costato la vita a 38 persone. La polizia: "Il killer addestrato dall'Isis"

Il ministro tunisino dell'Interno, Mohamed Najem Gharsalli, ha annunciato l'arresto di diverse persone sospettate di aver avuto un ruolo nell'attacco di venerdì scorso sulla spiaggia di due resort a Susa, in Tunisia, costato la vita a 38 persone. Durante una conferenza stampa a Susa con gli omologhi di Francia, Germania e Gran Bretagna, Gharsalli ha parlato dell'arresto della "prima parte della rete responsabile" dell'attacco che è stato rivendicato dal sedicente Stato Islamico (Is). "Abbiamo iniziato con l'arresto di un primo gruppo, un numero significativo di persone, della rete che era dietro a questo terrorista criminale" ha detto Gharsalli, riferendosi al giovane tunisino Seifeddine Rezgui, ucciso dalle forze di sicurezza dopo la strage. "Scoveremo tutte le persone coinvolte" ha aggiunto. Il ministro non ha fornito ulteriori dettagli, ma ha detto che sono in corso verifiche per accertare se gli esecutori materiali dell'attacco si siano addestrati nella vicina Libia.   Il killer addestrato dall'Isis. Seifeddine Rezgui, il 23enne autore del massacro sulla spiaggia tunisina, a marzo ha trascorso tre mesi in un campo di addestramento dell'Isis in Libia: lo scrive il Daily Mail citando fonti della polizia tunisina. Il giovane terrorista sarebbe entrato in Libia senza passaporto e da solo. Gli inquirenti tunisini ritengono che anche il kalashnikov che ha usato per uccidere 38 turisti nel resort sulla spiaggia del golfo di Hammamet sia stato contrabbandato attraverso le porose frontiere che separano la Tunisia dalla Libia. La notizia non e' confermata da altre fonti, ma il premier tunisino aveva accennato a un possibile viaggio in Libia del killer e oggi il ministro degli Interni, Najem Gharsalli, ha riconosciuto che gli inquirenti stanno verificando se sia stato effettivamente addestrato in un campo jihadista in Libia.

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