Esteri

Turchia

Erdogan dopo le elezioni invoca stabilità ma una coalizione appare improbabile

ANKARA All'indomani del pesante ridimensionamento del suo partito alle elezioni turche, Erdogan è tornato a calarsi nel ruolo di presidente neutrale, invitando tutti a lavorare per preservare la stabilità del Paese. Nel primo commento dopo i risultati che hanno visto il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) perdere la maggioranza assoluta in Parlamento dopo 13 anni e l'ingresso in Parlamento dei filo-curdi dell'Hdp con 80 seggi, il capo dello Stato ha ricordato che dalle urne non è uscita «l’opportunità per nessun partito di formare un governo da solo» e ha esortato quindi a considerare lo scenario «in modo sano e realistico». La Banca centrale turca è intervenuta in difesa della valuta turca, depressa dal voto al pari del mercato azionario. Ora gli scenari possibili sono tre: un governo di minoranza, una coalizione o il ritorno alle urne. Intanto l’opposizione esulta: «Il popolo ha deciso di porre fine ad un potere sempre più dispotico» ha dichiarato il portavoce del Chp. Il segretario dei nazionalisti dell'Mhp, Devlet Bahceli, ha chiuso a ogni ipotesi di coalizione con l’Akp. Il giovane segretario dell'Hdp, Selattin Demirtas, ha ringraziato il Paese e ha parlato di «vittoria degli oppressi, dei poveri e di tutte le minoranze emarginate».

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