Esteri

Compleanno amaro Latorre conta i giorni

Il rischio Parla la compagna Paola Moschetti «Il 15 luglio scade il permesso per Max»

«Non ci sarà nessuna festa. Cosa avremmo da gioire? L'unica cosa da ricordare è che il 15 luglio prossimo scade il permesso per Max e - se non ci saranno sviluppi positivi - dovrà tornare in India»: Paola Moschetti, compagna Massimiliano Latorre, spiega a Il Tempo che oggi non è prevista alcuna torta per il quarantottesimo compleanno del fuciliere di Marina. «Questa è la prima ricorrenza che viviamo in Italia dopo tre anni di fila nei quali eravamo in India - ha aggiunto - ma non c'è nulla che ci rassereni. Essere in Italia non cambia la situazione. Rimaniamo in un terribile limbo, con la spada di Damocle del possibile rientro a Nuova Delhi. Finché questa querelle non troverà una soluzione definitiva, non potremo mai vivere normalmente e in pace la nostra vita. Questa incertezza crea in tutti noi, in primis Max e Salvo, una condizione di sofferenza permanente». Oggi Massimiliano riceverà gli auguri di tutti i famigliari, non mancherà l'affetto dei figli, ma non ci sarà alcuna candelina da spegnere: «La nostra giornata? Scorrerà come tutte le altre - ha aggiunto Paola Moschetti - e sarà cadenzata dalle cure sanitarie per cercare di proseguire al meglio il recupero della salute. Massimiliano andrà in ospedale per la fisioterapia e per gli esercizi. Come sempre». Il popolo-web in prima linea per la liberazione dei marò si farà sentire con messaggi e affettuose tempeste di auguri sui social network. Ieri, con qualche ora di anticipo, è arrivato il «buon compleanno» del gruppo Leoni del San Marco dell'Emilia Romagna, guidato da Elvio Pazzi: «Hanno chiamato Massimiliano e gli hanno cantato in coro la canzone Happy Birthday. Il sostegno e la solidarietà degli amici della nostra causa - ha spiegato ancora la signora Paola - è una costante in questi anni. Max e Salvatore non sono soli, hanno migliaia di italiani che gridano forte la richiesta di liberarli, ma noi attendiamo sempre segnali concreti». Sullo sfondo restano sia i canali diplomatici aperti tra Palazzo Chigi e il governo indiano guidato dal premier Modi, sia l'iter giudiziario. Quest'ultimo, per ora, è congelato: la Corte suprema indiana, nell'ultima udienza di aprile, ha rinviato a dopo il primo luglio, quindi dopo la pausa estiva, l'esame del ricorso dei fucilieri di Marina contro la polizia investigativa Nia. I magistrati indiani hanno dato precedenza ai procedimenti nei quali era in ballo la pena di morte per gli imputati: di fatto una ulteriore dilatazione dei tempi, pronunciata dagli stessi organi che avevano criticato l'opera dei legali dei marò, accusandoli di assumere atteggiamenti volti a procrastinare le decisioni della corte. E mentre Massimiliano Latore è a Taranto per curarsi dopo l'ictus dell'agosto scorso, Salvatore Girone è costretto a stare lontano dalla patria e dalla famiglia (l'ultima riunione è avvenuta per Pasqua), non potendo lasciare Nuova Delhi, dove è impiegato presso l'ambasciata italiana L'Expo in corso a Milano avrebbe potuto offrire una occasione per un incontro tra Italia e India, ma i rapporti tra i due stati, negli ultimi tempi, registrano continui alti e bassi: non è un caso che il paese di Modi non abbia prenotato nemmeno uno stand per l'esposizione mondiale in corso nella capitale meneghina. Nei fatti è un segnale di freddezza che non anticipa alcun buon presagio per i due militari della Marina italiana, a cui da quattro anni un governo straniero limita le libertà individuali con gravi violazioni dei diritti umani.

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