Esteri

Immigrati, Mogherini all'Onu: "Agire subito e insieme"

L'Alto rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera al Consiglio di Sicurezza sull'emergenza migranti: "Non saranno rimandati indietro". Mattarella: "Serve consenso dei libici" LEGGI ANCHE Ecco il piano Ue

"È responsabilità europea ma è anche responsabilità globale. Non vogliamo e non possiamo lavorare da soli". Così Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera, inizia il suo intervento al Consiglio di Sicurezza dell'Onu sull'emergenza immigrazione. Al Palazzo di Vetro di New York la rappresentante Ue deve la proposta europea per un piano di emergenza sull'immigrazione in Europa. "Contiamo sul vostro aiuto per salvare vite umane e smantellare le organizzazioni criminali", ha affermato Mogherini che nel suo discorso ha sottolineato la necessità di una risposta "eccezionale" ad una crisi "senza precedenti". La priorità per l'Europa nella gestione della crisi dell'immigrazione è "salvare vite umane - ha spiegato - assicurando che l'Ue è pronta a fare la sua parte. Non è sempre stato così - ha ammesso - ma ora siamo pronti a farlo e ad affrontare sfide che interessano tutti, soprattutto dalla prospettiva umanitaria. Possiamo fare e faremo molto, deve essere uno sforzo globale comune".   Mattarella: "Serve consenso dei libici". "Attendiamo le direttive dell'Onu ma per trovare una soluzione alla crisi libica occorre ascoltare i libici. Occorre il loro consenso. Non sia fatto nulla che sia contro i libici" dice il presidente della Repubblica Mattarella. "La comunità internazionale sta dimostrandosi più sensibile nei confronti del dramma dei profughi e degli immigrati e questo fa ben sperare - sottolinea il capo dello Stato - E' cresciuta molto la coscienza collettiva, speriamo che questo porti frutti adeguati. Io sono fiducioso. Per l'Europa è importante far vedere che è all'altezza del proprio ruolo. Per far questo bisogna agire in modo intelligente, guardando al futuro più lontano per evitare in un futuro meno lontano nuove ondate migratorie".   Il piano Ue sui migranti. Entro la fine di maggio la Commissione europea presenterà delle proposte per distribuire fra i Paesi membri i rifugiati già nella Ue e per accogliere i richiedenti asilo che chiedono di entrare in Europa. È uno dei punti previsti dall'agenda Ue sull'immigrazione che sarà discussa e approvata mercoledì dal collegio dei commissari. La proposta, si legge nella bozza dell'agenda, "prevede un meccanismo di distribuzione per le persone che chiaramente necessitano di protezione internazionale per assicurare una partecipazione equa ed equilibrata di tutti gli Stati membri a questo sforzo comune". Gli Stati membri che riceveranno i richiedenti asilo "saranno responsabili dell'esame delle richieste nel rispetto delle regole e delle garanzie". Il meccanismo di distribuzione sarà basato su criteri come il Pil, la popolazione, il tasso di disoccupazione e il numero di rifugiati già accolti. La misura sarà in ogni caso provvisoria in attesa di una soluzione "duratura". Nella bozza si sottolinea che la Ue "necessita di un sistema permanente per ripartire fra gli Stati membri la responsabilità per i grandi numeri di rifugiati". Entro la fine del 2015 la Commissione presenterà la legislazione per garantire un sistema di trasferimento "obbligatorio e automatico" per i rifugiati "in caso di afflusso massiccio". E in attesa dell'attuazione di queste misure, gli Stati membri dovranno dimostrare solidarietà e raddoppiare gli sforzi per assistere i Paesi in prima linea".   La distribuzione dei rifugiati. Sui richiedenti asilo non ancora giunti in Europa, l'Unhcr, l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha approvato per la Ue un obiettivo di 20 mila persone da accogliere ogni anno fino al 2020. Nella bozza l'esecutivo di Bruxelles non indica quanti rifugiati è disposta ad accettare in Europa, un elemento che probabilmente sarà concordato all'ultimo minuto. Ma, si sottolinea nel documento, se alcuni Stati membri hanno dato "un contributo importante", altri "non hanno offerto nulla" e in molti casi "non stanno offrendo un contributo alternativo" per accettare le richieste o aiutare gli altri Paesi nei loro sforzi. Per sostenere questo sistema saranno destinati altri 50 milioni dal budget della Ue. E, "se necessario sarà presentata una proposta vincolante e obbligatoria" per un approccio legislativo oltre il 2016.

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