Una nuova, violentissima scossa ha fatto tremare il Tetto del mondo. È durata due minuti e ha raggiunto magnitudo 6.7 della scala Richter il sisma che ieri ha gettato nel panico il Nepal, ridotto in macerie dopo il terremoto di sabato scorso. L’epicentro a 60 chilometri a est della capitale Katmandu. I morti sono così saliti a 2.500, riferisce il Centro nazionale per le emergenze. I feriti adesso sono 6.237. È il sisma più grave per il paese dopo quello del 1934, che fece più di diecimila vittime. In India le vittime sono salite a 67. Le scosse si sono sentite perfino nella capitale Nuova Delhi, nel sud della Cina e in Pakistan. Il presidente nepalese Ram Baran Yadav ha trascorso la notte in tenda, mentre il premier Sushil Koirala ha chiesto ai cittadini di restare uniti di fronte al «grande disastro» prodotto dal terremoto. L'ufficio e la residenza di Yadav, costruiti 150 anni fa, sono stati seriamente danneggiati dal sisma, per questo il presidente e le guardie del corpo hanno dormito in tenda. Alcune parti dell’edificio, compresa la cucina, sono crollate. Anche la residenza del premier è stata pesantemente danneggiata. «Stiamo uniti», ha raccomandato Koirala rientrato da una visita ufficiale in Indonesia. Il primo ministro ha ringraziato Stati Uniti, Cina, Ue, Russia, India, Pakistan e tanti altri Paesi che in queste ore stanno inviando aiuti. «Molte delle vittime sono bambini», ha sottolineato Pratap Narayan, del Teaching Hospital, che riunisce 12 ospedali nella capitale e nella valle di Katmandu. Almeno 940mila bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. L’Unicef sta inviando cisterne d’acqua, sali per la reidratazione e integratori di zinco per i sopravvissuti. L’Unicef sta inoltre allestendo due voli cargo con 120 tonnellate di aiuti umanitari, tra cui forniture mediche e ospedaliere, tende e coperte. L’aeroporto di Kathmandu è stato chiuso per un'ora dopo la maxiscossa di magnitudo 6.7. I velivoli in arrivo sono stati fatti atterrare negli scali limitrofi. Un jet indiano della compagnia low cost SpiceJet è stato costretto a tornare a Nuova Delhi, come pure due voli della compagnia Air India. Il volo della Dragonair decollato da Hong Kong è rimasto in aria per 90 minuti prima di ricevere l’autorizzazione all’atterraggio. L’Unione Europea ha stanziato tre milioni di euro di aiuti per far fronte all’emergenza in Nepal. «I fondi saranno impiegati per i beni di prima necessità: acqua potabile, medicine, rifugi e sistemi di telecomunicazioni», ha annunciato il commissario per la Gestione delle crisi Christos Stylianides, esortando i Paesi membri «ad unirsi in una risposa coordinata». Aiuti sono stati inviati anche dalla Caritas. Un team dell’Unità di Crisi della Farnesina si sta recando a Katmandu per monitorare la situazione sul terreno e assistere i trecento italiani che si trovano in Nepal. L’équipe collaborerà con un advanced-team tecnico della Protezione Civile, anch’esso in partenza per il paese asiatico. Avrà il compito di valutare e predisporre l’invio di tecnici e sanitari, per contribuire al soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto. Il lavoro dell’Unità di Crisi sta intanto verificando l’incolumità dei nostri connazionali e la sala operativa può essere contattata al recapito telefonico 06/36225 e all’indirizzo di posta elettronica salaoperativa.udc@esteri.it.
La terra trema ancora Nuova maxi scossa da 6.7
Ora i morti sono più di 2.500. I feriti curati per la strada
