Esteri

Germanwings, trovata seconda scatola nera dell'Airbus

Prima dell'incidente il copilota cercò sul web informazioni su suicidi e sulle porte delle cabine di pilotaggio LEGGI ANCHE Giallo sul video prima dello schianto

Trovata anche la seconda scatola nera dell'Airbus della Germanwings che il copilota Andreas Lubitz ha fatto precipitare sulle Alpi francesi. Ad annunciarlo l'agenzia di stampa tedesca "Dpa" che cita fonti della procura francese. La seconda scatola nera, contenente i dati dell'aereo come altitudine, velocità e comandi inseriti, è utilizzabile. Ad annunciarlo in conferenza stampa il procuratore di Marsiglia Brice Robin, responsabile delle indagini francesi sul disastro, aggiungendo che "il dispositivo è stato trovato incastrato nel terreno. È stato necessario scavare per estrarla. Sembra che sia stata esposta al fuoco perché è totalmente annerita" ha precisato Robin. "La scatola nera - ha spiegato - verrà inviata stasera stessa a Parigi per farla esaminare dagli esperti dell'Ufficio di inchiesta e analisi per la sicurezza dell'aviazione civile (Bea). I dati estratti saranno un'integrazione indispensabile agli elementi necessari alla comprensione di ciò che è accaduto negli ultimi minuti del volo". Dalle registrazioni audio contenute invece nella prima scatola nera è emerso che Lubitz ha chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio il pilota che ha poi cercato inutilmente di rientrare, anche cercando di sfondare la porta.   Recuperati 40 cellulari. Sul luogo del disastro aereo della Germanwings nel sud della Francia, sono stati recuperati 40 telefoni cellulari. "Verranno analizzati in laboratorio - ha dichiarato il procuratore di Marsiglia Brice Robin - ma il loro utilizzo sarà difficile perché sono stati pesantemente danneggiati". Intanto sono stati isolati i profili del Dna di tutti i 150 passeggeri a bordo dell'aereo.   Lubitz cercò sul web notizie su suicidi. Secondo gli inquirenti tedeschi impegnati nelle indagini Andreas Lubitz aveva fatto ricerche sul web sui metodi per suicidarsi e sui dettagli del sistema di sicurezza della porta della cabina di pilotaggio dell'Airbus.   Il giallo del video. Spunta un video registrato durante gli ultimi secondi a bordo del volo 4U9525 di Germanwings, un video girato con un cellulare da qualcuno a bordo dell'Airbus A320 e che è stato trovato tra i rottami rinvenuti nel sito dello schianto, sulle Alpi francesi. Il tabloid tedesco "Bild" e la rivista francese "Paris Match" scrivono di essere riusciti a vederlo e ne hanno raccontato il contenuto, che comunque conferma quanto già emerso attraverso il registratore di voce, l'unica scatola nera ritrovata. La scena è talmente caotica che è difficile riconoscere i volti, ma le urla delle persone a bordo fanno capire che si resero perfettamente conto della situazione disperata e di quello che rischiavano. Il video è stato girato sul retro, ma non è chiaro se da un passeggero o da un membro dell'equipaggio. Non si capisce neppure se chi lo gira fosse seduto o in piedi. Si sentono più persone che urlano "Mio Dio" in diverse lingue. Si sentono colpi metallici, più di tre volte, forse il pilota che cerca di forzare la porta della cabina con un oggetto pesante. Verso la fine, dopo uno scossone, piu' forte degli altri, le urla diventano piu' forti. Poi più nulla.   Il giornalista: "Non possiedo il video ma l'ho visto". Paris Match "non possiede" il video girato nell'aereo A320 di Germanwings di cui ha descritto il contenuto ma ne ha "visionato" uno. A dichiararlo è stato il giornalista che ne ha riferito per conto del settimanale. "Non possiedo questo video" dichiara Frédéric Helbert nell'intervista messa in rete sul sito Internet di Paris Match. "A fare le riprese è un passeggero che si trova nella parte posteriore dell'aereo" aggiunge, affermando che il video "non fornisce alcun elemento utile all'inchiesta". Intanto il procuratore francese Brice Robin fa sapere che "i telefonini trovati sul luogo del disastro dell'aereo Germanwings devono ancora essere analizzati e saranno tenuti sotto custodia". La giustizia francese chiede che chiunque abbia un video sulla tragedia debba immediatamente consegnarlo alla magistratura.

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