Esteri

Turchia, grande blackout. Torna la luce a Istanbul

Problemi restano nella gran parte delle province colpite. Ignote per ora le cause del guasto, non si esclude la pista terroristica

La corrente elettrica è tornata in almeno il 90% di Istanbul, dopo un blackout che ha colpito 80 province del paese su 81. Lo ha annunciato il ministro turco dell'Energia, Taner Yildiz, secondo il quale "i luoghi più affollati, come le stazioni della metro, hanno di nuovo l'elettricità e si ritiene che il resto del paese sarà nuovamente collegato alla rete a breve". Problemi, in realtà, restano nella gran parte delle province colpite. L'unica a essere rimasta indenne è la provincia sud-orientale di Van, che è rifornita di corrente elettrica direttamente dall'Iran. Ignote per ora le cause del guasto. Un blackout aveva colpito diverse città della Turchia, comprese Ankara e Istanbul dove è stata interrotta la circolazione di metro e tram. Paralizzate anche nelle ferrovie e il traffico aereo: secondo i controllori di volo, almeno 11 dei sedici radar sono fuori servizio. Sgomberato il tunnel ferroviario che collega la parte europea a quella asiatica di Instanbul. Secondo Hurriyet online non si verificava un blackout così da almeno 15 anni. Il premier Ahmet Davutoglu ha dichiarato che è in corso un'indagine su tutte le possibili spiegazioni del blackout, "incluso che si sia trattato di un attacco terroristico". Al ministero dell'Energia è stata convocata un'unità di crisi. Il blackout si è verificato poco dopo che ad Ankara era stato firmato l'accordo tra Usa e Turchia per l'addestramento dei ribelli siriani che combattono contro i militanti dell'Isis.   Ipotesi Cyber - attacco. Il Ministro energia non esclude ipotesi cyber-attacco. Anche il ministro all'Energia Taner Yildiz ha ventilato l'ipotesi di un attacco, forse anche 'cibernetico'. "Si è trattato di un errore umano, un disguido tecnico o di un attacco telematico? Stiamo seguendo gli eventi con grande attenzione".   A maggio parte l'addestramento Usa dei ribelli siriani contro l'Isis. E' di poche ore fa la notizia che partirà a maggio il programma guidato dagli Stati Uniti per addestrare i ribelli siriani moderati e renderli in grado di combattere i miliziani dello Stato Islamico (Is). Lo ha annunciato il ministro turco della Difesa, Ismet Yilmaz, citato dall'agenzia di stampa Anadolu. L'obiettivo è quello di addestrare circa cinquemila combattenti siriani l'anno per tre anni come parte della campagna mirata a fermare l'avanzata dell'Is in Siria e in Iraq. L'addestramento avverrà in Turchia, Giordania, Qatar e Arabia Saudita. Il 19 febbraio, dopo diversi mesi di trattative, gli Stati Uniti e la Turchia hanno firmato ad Ankara l'accordo per l'addestramento e l'equipaggiamento dei ribelli siriani che combattono contro i militanti dell'Is. Secondo i piani iniziali, il programma di addestramento sarebbe dovuto iniziare a marzo

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