Gli occhi del Medio Oriente e del mondo sono puntati su Israele dove sono in corso le elezioni per il rinnovo della Knesset, il cui futuro volto avrà ricadute decisive su tutta la regione. Il Likud del premier, Benjamin Netanyahu, da nove anni al potere, è costretto a inseguire l'Unione Sionista di Isaac Herzog. Dai primi exitpol emerge un testa a testa tra i due maggiori partiti con 27 seggi ciascuno su un Parlamento di 120 membri.La Lista Unita Araba avrebbe 13 seggi. Il post al veleno del premier. Aveva sollevato aspre proteste un post pubblicato su Facebook dal primo ministro, in cui esortava i suoi sostenitori a recarsi alle urne per contrastare il pericolo rappresentato dall'aumento nei voti della minoranza araba. "Nessun leader occidentale oserebbe fare un commento razzista di questo tipo", ha fatto sapere la deputata laburista israeliana Shelly Yachimovich. "Immaginate un primo ministro o un presidente di una qualunque democrazia che dichiari che il suo governo è in pericolo perché, per esempio, gli elettori di colore stanno votando in massa. È orribile, no?". Netanyahu ha affermato che il suo governo è in pericolo a causa dell'alta partecipazione alle elezioni da parte della minoranza araba che, per la prima volta nella storia, prende parte alle elezioni con una lista unica che riunisce quattro formazioni. "Le organizzazioni di sinistra li portano ai seggi con gli autobus", ha detto. L'affluenza alle urne. Il 54,6% degli aventi diritto al voto in Israele ha espresso la propria preferenza. È quanto emerge dai dati sull'affluenza alle urne raccolti dalla Commissione elettorale centrale alle 18 locali (le 17 in Italia). La rilevazione si basa sull'analisi di circa 9mila seggi elettorali. Alla stessa ora durante le elezioni del 2013 il dato era leggermente più alto, il 55,5%. Nel 2009 era del 50,3%, mentre nel 2006 fu del 47%. Le urne saranno chiuse alle 22 locali, le 21 in Italia. La giornata. Le urne si sono aperte dalle 7 locali. Quasi sei milioni di elettori sono chiamati a scegliere i 120 membri del Parlamento monocamerale israeliano. I seggi si chiuderanno alle 22 ora locale (le 21 in Italia) quando saranno immediatamente diffusi gli exit poll. Ma i risultati effettivi cominceranno ad affluire nelle prime ore di mercoledì e non saranno ufficializzati prima del 25 marzo dal presidente Reuven Rivlin, anche se le consultazioni per la formazione del governo inizieranno prima. Netanyahu vs Herzog. Chiamato al voto 22 mesi dopo la precedente consultazione, il Paese decide se l'era di Netanyahu sia arrivata al capolinea. A guidare la sfida al premier uscente del Likud è il blocco dell'opposizione di centrosinistra Unione Sionista, che punta sull'inedito duo Herzog-Tzipi Livni, dato stabilmente in vantaggio da febbraio e adesso assestato a 24-26 seggi, davanti al partito conservatore, fermo a 20-22. Herzog oggi ha ripetuto che è l'uomo del cambiamento e poi si è recato in vari seggi nel Paese, esortando gli elettori a non disperdere i voti con altre formazioni, in particolare quelle centriste. Proprio per fare il pieno e rassicurare chi guarda con sospetto all'ex ministro della Giustizia del governo Netanyahu, la Livni ha invece annunciato che, se sarà necessario, è disponibile a rinunciare all'accordo con Herzog per la staffetta alla guida dell'esecutivo.
Israele al voto. E' testa a testa tra Netanyahu ed Herzog
Secondo i primi exit poll Likud e Unione Sionista con 27 seggi ciascuno. Segue Lista Unita Araba con 13 seggi su un totale di 120
