Esteri

Fine del giallo. Putin riappare in pubblico

Il presidente russo torna a farsi vedere dopo giorni di illazioni: "Se non ci fossero i pettegolezzi sarebbe una gran noia" FOTO Tutte le versioni di Vladimir "il duro"

Si era parlato di presunti colpi di stato. Di servizi ombra che lo avrebbero fatto sparire. Di un parto della sua compagna in Svizzera. La sua scomparsa aveva alimentato illazioni, dubbi, perplessità e sospetti come da tradizione quando si parla di Cremlino. Per la prima volta dal 5 marzo scorso, quando ricevette a Mosca il premier italiano, Matteo Renzi, Vladimir Putin è riapparso in pubblico. E' accaduto a Strelna, alle porte di San Pietroburgo, dove ha partecipato al previsto incontro con il presidente kirghiso, Almazbek Atambayev, nello storico Palazzo di Costantino. "Se non ci fossero i pettegolezzi sarebbe una gran noia", è stato il primo commento del leader del Cremlino, a proposito delle illazioni sulle condizioni di salute e sulla presunta nascita di un figlio dall'amante Alina Kabaeva che ne avrebbero determinato l'allontanamento dai riflettori. La ricomparsa di Putin è andata in scena secondo una coreografia che agli osservatori è sembrata subito studiata nei minimi dettagli: il presidente russo si è concesso ampiamente alle telecamere, sfoderando un sorriso dietro l'altro. Nel complesso è apparso rilassato, ma era evidente un suo insolito pallore in viso. Atambayev dal canto suo si è prestato di buon grado a rassicurare l'uditorio sull'ottima forma dell'anfitrione: "Il presidente Putin mi ha appena scarrozzato in giro", ha raccontato l'ospite kirghiso, "e c'era proprio lui seduto al volante". Poi il discorso si è spostato sull'agenda ufficiale dei colloqui: il "graduale ingresso" del Kirghizistan nell'Unione Economica Eurasiatica della quale, insieme alla Russia, fanno già parte Bielorussia e Kazakhstan. La teoria del complotto. La tesi del complotto si era arricchita della posizione del presidente del Comitato islamico russo, Geydar Dzhemal, secondo cui Putin era vivo, ma neutralizzato da presunti servizi ombra di Mosca che avrebbero compiuto un colpo di Stato organizzato dall'ex capo dei servizi segreti (Fsb), Nikolai Patrushev. "Le mie informazioni sono che Patrushev ha incontrato il leader ceceno Ramzan Kadyrov l'11 marzo a Pyatigorsk", avrebbe affermato Dzhemal, secondo quanto riporta il "Mailonline". Il sito del quotidiano britannico aveva pubblicato inoltre alcune immagini di una serie di tir parcheggiati fuori dal Cremlino che stavano alimentando nuove voci relative a un'imminente e rapida fuga del leader russo che, secondo alcuni blogger, ricordava molto la fuga dell'allora presidente ucraino Viktor Yanukovich che, nel febbraio dello scorso anno. L'unica cosa certa è che per un politico come Putin, che ama stare sotto ai riflettori - tanto da mettersi in posa con una tigre, in sella a un cavallo a torso nudo o con la sua cintura nera di karate - questa assenza dalla vita pubblica era anomala. Il parto in Svizzera e i problemi di salute. Era stato lo stesso Cremlino a smentire la notizia che il leader russo fosse andato per alcuni giorni in Svizzera per la nascita della figlia che avrebbe avuto da Alina Kabayeva nella clinica Sant'Anna di Sorengo. Notizia bollata come falsa da Mosca. Secondo quanto riportava ieri infine il quotidiano "austriaco Kurier", Putin avrebbe avuto un forte mal di schiena e un ortopedico viennese sarebbe accorso al suo capezzale. Mentre per la rete televisiva russa dell'opposizione Dozhd, che cita fonti anonime, il leader del Cremlino sarebbe stato colpito da una brutta influenza e avrebbe passato la convalescenza in una dacia, lontano dalla capitale. Sulla salute di Putin il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è stato categorico nel porre la parola fine: "L'ho detto ormai una decina di volte, non se ne può piu'", ha tagliato corto Peskov con i giornalisti al seguito . "La prova migliore sullo stato del presidente è il suo stesso incontro con il presidente Atambayev. Dell'altra faccenda non voglio più parlare", ha concluso, secco.  L'ironia del web. Oltre alle più disparate dietrologie sul web impazzano anche battute e sarcasmo. La settimana scorsa, l'hashtag #PutinDead e #PutinMissing erano tra i più popolari su Twitter, mentre qualcuno ha creato un sito - in ucraino, russo, inglese e tedesco - che conta giorni, ore, minuti e secondi dalla scomparsa del leader del Cremlino. In sottofondo il Lago dei Cigni, la stessa opera di Tchaikovsky che nell'agosto 1991, durante il tentato golpe per deporre Mikhail Gorbachev, veniva trasmessa a reti unificate in Urss.

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