«Giustizia rimandata equivale a giustizia negata», questo il commento dell’attivista per i diritti civili indiano, Vijya Pathak. Il caso dei marò Latorre e Girone, trattenuti in India da tre anni, senza lo straccio di un capo di imputazione supportato da una qualunque prova, provoca indignazione e non solo in Italia. «Guardate il nostro sistema giudiziario - ha proseguito Vijya Pathak - rende davvero difficile ottenere giustizia. Ed è proprio il caso dei due marò italiani, per i quali il processo deve ancora cominciare. Si può immaginare con quanta ansia loro attendano l’arrivo della sentenza». Ma quella dei marò, attirati sul territorio indiano con l’inganno ed inseriti nel lentissimo tritacarne giudiziario, non è un’eccezione. Anzi. La loro odissea giudiziaria di cui non si vede la fine, è solo uno dei milioni di casi in attesa di sentenza nel tortuoso sistema indiano. Secondo dati presentati in Parlamento nel 2013, sono 30 milioni i processi in attesa di giudizio nei vari tribunali indiani. La giustizia indiana è terribilmente lenta, ne è prova la nota vicenda di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, i due italiani detenuti per quasi cinque anni nel carcere indiano di Varanasi, accusati di aver ucciso Francesco Montise, poi scagionati dalla Supreme Court di Nuova Delhi e rispediti in Italia lo scorso gennaio. «Di fronte al milionesimo rinvio indiano dell’udienza marò - ha scritto su twitter il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni - anche la pazienza di Gandhi sarebbe finita. Cosa dice il presidente Mattarella?». E il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli: «Il Governo italiano si sta comportando peggio della terribile magistratura indiana. Renzi non è riuscito in questi oltre 12 mesi a dare un’impronta diversa al lassismo dei suoi predecessori. Non si capisce bene a quale punto sia l’arbitrato internazionale, né come si stia muovendo la diplomazia italiana. Tutto un fallimento, tutto politico. Forse è il momento di richiamare in Italia il nostro ambasciatore e di valutare la scelta di un nuovo inviato del Governo in India che inizi una fase nuova, più intraprendente e determinata. Ci vuole un uomo giusto per ogni situazione e il lavoro encomiabile di Staffan De Mistura occorre ammettere che non ha dato i frutti sperati. Ora occorre una personalità di attacco». Il presidente della commissione Difesa della Camera, Elio Vito: «Dopo questo ennesimo inaccettabile rinvio per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il governo prenda provvedimenti». E ancora: «Ne parleremo la settimana prossima con i ministri Gentiloni e Pinotti».
Perfino gli indiani protestano: "Tempi impossibili, non è giustizia"
Il caso dei marò Latorre e Girone, trattenuti in India da tre anni, senza lo straccio di un capo di imputazione supportato da una qualunque prova, provoca indignazione non solo in Italia
