Come si fa a fermare New York, la città che non dorme mai? Semplicemente inventandosi una tempesta di neve che non c'è stata. La mitica nevicata del '56 su Roma, che Califano cantò «candida, tutta pulita e lucida» è nella storia, ma allora i meteorologi erano alla buona, mica i satelliti che da 38mila chilometri d'altezza fotografano, segnalano. Subito dai cosiddetti esperti Usa l'allarme farlocco: 70 centimetri di neve, una tempesta, una catastrofe, attenti. Il sindaco De Blasio abbocca e ferma pure l'aria. Poi la marcia indietro. La tempesta era una tempestuccia, una spruzzata di neve, quindici centimetri, tanto per far giocare i bambini con lo slittino davanti casa. «Abbiamo schivato un proiettile, il peggio è superato, una benedizione» così il sindaco di New York. Il peggio non c'è stato, l'improvvisazione si. Nel 2012 Alemanno sindaco fu quasi lapidato per una nevicata su Roma, che la protezione civile non gli aveva neppure segnalato a dovere. De Blasio ha desertificato per un giorno e una notte la metropoli più insonne del mondo, ma resta al suo posto. La tempesta perfetta era una bufala, insomma una mozzarella. Neppure doc.
La tempesta farlocca su New York
di Riccardo Scarpa