Esteri

Vannoni rinnega Stamina e patteggia

I legali del fondatore della cura «miracolosa» negoziano un anno e 10 mesi In cambio il ritiro dei ricorsi e la chiusura della fondazione anche all’estero

Il metodo Stamina sconfessato dal suo stesso mentore, Davide Vannoni presidente di Stamina Foundation. Succederà proprio questo se Davide Vannoni chiederà il patteggiamento come ventilato in questi giorni. Il suo legale Pasquale Scrivo ha fatto sapere che «Vannoni ha preannunciato il ritiro del ricorso al Tar del Lazio contro il ministero della Salute» e che insieme al suo assistito stanno «facendo le valutazioni in merito al processo penale». L’entità del patteggiamento sarebbe stata quantificata in un anno e 10 mesi e, a precisato l’avvocato «è una richiesta plausibile anche se è presto per trarre conclusioni». Insomma la tentazione c’è ma sul piatto c’è anche il vincolo imposto dalla Procura di Torino per il via libera al patteggiamento. In pratica Davide Vannoni dovrà astenersi a commettere altri reati sia in Italia sia all'estero, in base all'articolo 9 comma 1 del codice penale. La procura vuole in questa maniera bloccare la possibile esportazione del metodo Stamina all'estero. Una questione delicata, una sorta di contraccambio che vuole impedire a Vannoni di fare altri danni altrove. Sul quale il legale del patron di Stamina ha osservato: «Escludo qualsiasi contraccambio mentre ricordo che la sperimentazione è già ferma da mesi, quindi non avrebbe senso proporla». Insieme a Vannoni ci sono altri sei collaboratori imputati insieme a lui nel processo per associazione a delinquere e truffa che sembrano intenzionati a patteggiare. Contro la possibilità di patteggiamento per Vannoni nell’ambito del processo Stamina si dichiara FederAnziani: «Significherebbe riabilitare parzialmente il responsabile della diffusione di un metodo pericoloso per la salute dei pazienti e potenzialmente permettere a questa organizzazione di continuare ad operare altrove con grave danno per i cittadini più fragili». Insomma Vannoni che ha lucrato sulla pelle di persone disperate a causa di una malattia gravissima non può ricevere «un beneficio di questo tipo». C’è il sospetto che dietro questa richiesta di patteggiamento si cerchi una specie «di riabilitazione per poter continuare, magari, a riprendere le proprie attività». Insomma Vannoni deve pagare fino in fondo e affrontare l’intero processo, con pene che potrebbero essere ben più pesanti dell’anno e dieci mesi. A onor del vero se le cure Stamina, considerate inutili e pericolose dagli scienziati e dalle istituzioni, sono state somministrate in strutture sanitarie pubbliche è avvenuto proprio per ordine di giudici ai quali erano ricorsi in buona fede i familiari dei pazienti di Vannoni. Ma sono errori che non dovranno ripetersi più. Ne è sicuro il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani, grazie al decreto firmato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «La nuova normativa definisce in modo chiaro i requisiti per preparare e somministrare i medicinali per le terapie avanzate in casi che si collocano al di fuori dell'ambito delle sperimentazioni cliniche - ha spiegato Pani- Con questo nuovo strumento di tutela dei pazienti si mettono finalmente alle nostre spalle vicende note come il caso Stamina». Anche FederAnziani saluta con favore il decreto sulla regolamentazione delle cure compassionevoli. Ecco perché Vannoni deve andare a processo.

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