Il risultato non è ancora ufficiale. E quindi è meglio aspettare. Anche perché un decimale in più o in meno potrebbe cambiare molto la fisionomia del Parlamento greco che uscirà da queste elezioni. La svolta a sinistra c'è stata, Syriza è il primo partito, ma una domanda resta sospesa: avrà la maggioranza per governare? O dovrà far nascere un governo di coalizione? Per ora i messaggi che arrivano dal quartier generale di Alexis Tsipras non sono incoraggianti. Il responsabile del programma economico di Syriza, Yannis Milios, annuncia che gli accordi sottoscritti dai precedenti governi, ultimo quello di Antonis Samars, con la Troika (Bce-Ue-Fmi) per il salvataggio del Paese "sono morti". "Penso che Gikas Jarduvelis (ministro delle Finanze del governo uscente) domani mattina (a Bruxelles) alla riunione dell'Eurogruppo si limiterà a discutere di aspetti tecnici, perché il programma di rientro del prestito da 240 miliardi di euro che ha salvato Atene che ha sottoscritto come rappresentante di Samaras è morto", attacca. Ma quello di domani non è l'unico appuntamento. Il 28 febbraio il programma di aiuti della tanto vituperata Troika (Bce-Ue-Fmi) scadrà e Syriza dovrà necessariamente rinegoziazione il debito se vuole tenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale. Probabile che Tsipras chieda e riesca ad ottenere un allungamento dei tempi per ripagare quanto deve Atene, anche alla luce del debito pubblico greco al 175% del Pil (335 miliardi di euro).
Cosa succede con Tsipras al governo?
Primo appuntamento il 28 febbraio quando scadrà il programma di aiuti della Troika. E Syriza ha già le idee chiare: "Gli accordi con la Troika sono morti"
