( ...) E il Cavaliere, perché ci sta? Per due ragioni, una nobile, l'altra comprensibile. Quella nobile è che l'intesa realizza un bignamino delle riforme inseguite vanamente per tre decenni. E la firma della riforma sarà di Berlusconi. L'altra ragione è che il centro destra non c'è più. Teoricamente Berlusconi potrà usare il premio di lista per riaggregare una alleanza alternativa a Renzi. Anzi sono sicuro che ci proverà. Ma non ad ogni costo.In altre parole Berlusconi non sarà costretto a dividere il comando con Salvini, a dirigere il traffico tra Alfano e Fitto, a mettere a tavola Cesa e Storace. Lo farà se ne avrà voglia, se sarà necessario. Altrimenti avrà davanti la prateria del neo-centrismo renziano in cui riversare i talenti di un berlusconismo fuori conio ma prezioso per stabilizzare il nuovo sistema. La domanda d'obbligo è: sta nascendo una nuova Dc? La mia risposta istintiva è: magari! Del resto per due decenni ho cercato di convincere Berlusconi a rifare la Dc, mi sta bene pur se la realizza con Renzi. È presto però per questa valutazione: sono ancora troppe le incognite, prima fra tutte la capacità dei contraenti di portare a casa i risultati in un parlamento sempre più difficile da controllare.
La vecchia Dc sta tornando
(...) E il Cavaliere, perché ci sta? Per due ragioni, una nobile, l'altra comprensibile. Quella nobile è che l'intesa realizza un bignamino delle riforme inseguite vanamente per tre decenni. E la...