Massimiliano Latorre potrà restare in Italia altri tre mesi per curarsi. La Corte Suprema indiana, ieri, ha concesso una proroga al marò ingiustamente sotto accusa per l’omicidio, mai chiarito, di due pescatori in acque internazionali. Una vicenda che lo ha colpito assieme all’altro fuciliere di Marina, Salvatore Girone, che è e rimane, invece, a New Delhi. E il pensiero va subito a lui, il militare italiano ostaggio in attesa del ritorno dell’altro. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha definito «molto positiva» la concessione della proroga di tre mesi e ha annunciato che «ora bisogna lavorare a una soluzione definitiva per tutti e due i marò». «È una notizia positiva, c’era una richiesta basata su ragioni umanitarie», ha ricordato il titolare della Farnesina all’aeroporto di Ciampino, prima di partire per una visita ufficiale a Addis Abeba, in Etiopia. «È molto positivo che la richiesta sia stata riconosciuta» dalla Corte suprema di New Delhi «ed è molto positivo che anche il rappresentante del governo indiano l’abbia sostenuta», ha osservato Gentiloni, commentando la decisione. «Ora bisogna lavorare a una soluzione definitiva». In perfetto accordo il ministro della Difesa Roberta Pinotti: «Bene la proroga per Massimiliano Latorre. Continuiamo a lavorare per Salvatore Girone e soluzione definitiva», scrive su Twitter. La sentenza è, naturalmente di grande conforto per la famiglia: «Siamo felici per la proroga. Massimiliano - spiega Paola Moschetti, compagna del marò - potrà continuare a seguire il processo di riabilitazione e di cura, che serve davvero alla sua salute. Ora confidiamo che questi tre mesi servano a risolvere definitivamente questo caso». Latorre ieri è stato dimesso anche dal centro neurologico milanese che lo ha preso in osservazione dopo l’operazione al cuore al Policlinico San Donato e ora è tornato nella sua Taranto. Restando sotto costante controllo medico. Sulla situazione dei marò governo e opposizione sono d’accordo. «La decisione della giustizia indiana di prorogare di tre mesi la permanenza in Italia del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre non basta - dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi) - Urge una soluzione definitiva. Il nostro governo affronta incapace e balbettante questo sequestro indiano dei nostri militari. La questione è politica e in tali termini andava affrontata. Siamo del tutto insoddisfatti e lo diremo con chiarezza all’incontro delle commissioni Difesa del Parlamento con i Cocer. Il governo Renzi agisce con piccole manovre mentre serve una limpida e forte iniziativa internazionale per porre fine a una vera azione di banditismo ai danni dei nostri soldati». E il Cocer spera «che questo positivo segnale rappresenti un primo passo per la soluzione onorevole del caso che coinvolge i nostri due fucilieri da quasi tre anni. Continueremo a sostenere quanto a suo tempo Latorre e Girone chiesero al Paese: rimanere uniti per trovare tutti insieme una soluzione».
L’India si commuove: tre mesi a Latorre
Non dovrà rientrare subito a Nuova Delhi. Convalescenza in Italia Il marò operato al cuore dimesso dal centro neurologico torna a casa
