Esteri

La Marianne della Marcia come quella di Delacroix

Fa il giro del mondo la foto scattata da Martin Argyroglo durante la marcia contro il terrorismo a Parigi. La folla arrampicata sulla statua che raffigura la libertà è già storia

Scattata alla marcia per la libertà di domenica a Parigi, sta facendo il giro del mondo la foto di Martin Argyroglo. L’inquadratura della folla arrampicata sul monumento «Il trionfo della Repubblica, a place de la Nation, fa assomigliare l’immagine al celebre quadro di Eugène Delacroix «La libertà che guida il popolo». Nel dipinto la Marianne simbolo di Francia brandisce un fucile con tanto di baionetta innestata. Nella foto della «Marche» a dare movimento all’immagine è la matita icona della manifestazione di solidarietà ai giornalisti di «Charlie Hebdo» dopo l’attentato del 7 gennaio scorso. Le pieghe dei vestiti di entrambe paiono farle avanzare in una marcia, appunto, destinata inesorabilmente alla vittoria. Il gioco di geometrie, studiato nell’opera di Delacroix, regalato dal Fato nel caso di Argyroglo, è talmente perfetto che non pochi hanno scomodato il matematico Fibonacci e la celebre successione di numeri interi positivi in cui ciascuno è la somma dei due precedenti. Una sequenza che è presente in molte forme in natura, a partire dalle conchiglie. Sequenza che per l’arte rinascimentale rappresentava l’equilibrio e la bellezza. C’è pure chi ha parlato della sezione aurea, segreto dell’armonia delle forme geometriche. Leonardo da Vinci la utilizzò spesso. Martin Argyroglo ha invece scattato quasi per caso. «Non ho studiato l’immagine», racconta. «Erano le otto di sera, la marcia era appena terminata. Ho fatto una decina di immagini della gente arrampicata sulla statua. Tutte quelle orizzontali non era soddisfacenti, così ne ho scattata una verticale e l’ho inviata su Twitter. Non mi aspettavo tanto clamore». L’effetto è grandioso, strepitoso, irripetibile. I fumogeni innalzati a rischiarare la notte fanno da contraltare a mani, matite e bandiere. Su tutto, immancabile, sventola il tricolore della Révolution. I complimenti piovuti su Internet hanno fatto guadagnare al fotografo la prima pagina dell’Observateur con il significativo titolo: «Continuiamo la battaglia». Contro chi ha ferito la Francia, è il sottinteso facile da comprendere anche a chi non conosce i retroscena del «click». Un attimo fuggente destinato a divenire storia. La Marianne del 1830 «protestava» dalla tela contro la politica reazionaria di Carlo X, quella in place de la Nation guida la ribellione contro il terrorismo che a Parigi, dopo il settimanale satirico, ha colpito un supermercato ebraico. Quarantotto ore di orrore che hanno unito il popolo attorno alla Francia-Marianne dopo una giornata decisamente particolare.

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