È stata rinviata a domani la decisione sul rientro in India di Massimiliano Latorre. La Corte Suprema Indiana ieri ha posticipato la decisione sulla richiesta di proroga del permesso per malattia scaduto oggi, presentata dal militare italiano che il 5 gennaio scorso è stato sottoposto ad un intervento al cuore. La Corte ha stabilito che a decidere in proposito dovranno essere altri giudici, in un’udienza già fissata a domani. Secondo quanto riportano i media indiani, il presidente della Corte Suprema H. L. Dattu ha spiegato di non ritenere appropriato che l’assise da lui presieduta deliberi sulla richiesta di Latorre, dal momento che se ne è già occupata ed «ha in precedenza espresso alcune riserve». Il caso «venga presentato di fronte ad un’altra sezione», ha concluso il giudice Dattu che il 16 dicembre scorso aveva negato la prima richiesta di proroga dei termini del rientro in India per Latorre, tornato in Italia lo scorso settembre a seguito di un ictus. «Avendo fatto delle osservazioni sulla richiesta presentata in precedenza, noi non riteniamo opportuno deliberare su questa richiesta e la presentiamo di fronte ad un’altra sezione». E intanto Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) ha annunciato che, dopo aver parlato con l’altro militare, Salvatore Girone, sabato scorso, ha «ritenuto di dover scrivere una lettera al presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Peter Maurer, per chiedergli se, e quando, potrà realizzarsi il suo autorevole intervento umanitario per il quale si era già reso disponibile lo scorso 8 luglio 2014». «Temo per la salute e la sorte del militare ancora trattenuto in India che le stesse autorità indiane non hanno nascosto di considerare un ostaggio», ha precisato. «Ritengo che dopo tutto questo tempo il Cicr sia il solo, a livello internazionale, capace di intervenire con l’urgenza del caso e per assicurare il pieno rispetto di quelle garanzie e quei diritti umani irrimediabilmente lesi dalla mancanza di qualsivoglia capo di imputazione perché non vedo alcuna valida soluzione nelle azioni, talvolta chiaramente improvvisate, che il Governo italiano sta portando avanti da quasi tre anni». Inoltre, rimarca, «mi auguro che il ministro Gentiloni utilizzi il breve tempo che la Corte indiana gli ha incidentalmente concesso, con il rinvio a mercoledì prossimo della decisione sull’istanza di posticipare il rientro in India di Massimiliano Latorre, per valutare concretamente l’immediato intervento della Croce Rossa». E Angela del Vecchio, docente di diritto internazionale alla Luiss di Roma si domanda: «Non si capisce perchè i nostri politici non procedano. L’India - ritiene la docente - non ha voglia di rimandare i nostri fucilieri in Italia, è evidente. Nei tre anni dall’inizio della vicenda non c'è mai stato il minimo cenno che facesse intendere una disponibilità favorevole». L'unica soluzione, secondo la professoressa, «è presentare il ricorso davanti al Tribunale internazionale del diritto del mare. Solo così si sblocca la situazione - ha sottolineato la Del Vecchio - Non si capisce perchè i nostri politici non procedano».
Marò, il giudice indiano non decide e rimanda ancora
Èstata rinviata a domani la decisione sul rientro in India di Massimiliano Latorre. La Corte Suprema Indiana ieri ha posticipato la decisione sulla richiesta di proroga del permesso per malattia...