Esteri

«Voi ci attaccate e noi vi colpiamo»

In un VIDEO postato postumo su Twitter Coulibaly rivendica le sue gesta «Smettetela di togliere il velo alle nostre donne. Non ci sconfiggerete mai»

Non urla, non strepita, non si agita. Parla con tono pacato, come se si stesse confessando davanti alla telecamera. In un video postato su Twitter dopo la sua morte, Amedy Coulibaly rivendica l’assassinio della vigilessa avvenuto giovedì a Montrouge e anche il rapporto con i fratelli Kouachi, autori della strage del giorno precedente al Charlie Hebdo, ribadendo quanto dichiarato in diretta nel market kasher: «Ci siamo sincronizzati. io mi sono occupato della polizia, mentre i fratelli Kuoachi si occupavano della redazione». Il filmato dura 7,22 minuti ed è diviso in quattro parti. Nella prima si vede l’uomo originiario del Mali con la kefiah e una jalabiya bianca, alle spalle una piccola bandiera dell’Isis. Nella seconda ha un giubbotto antiproiettile mimetico. Nella terza una giacca di pelle nera, uno zucchetto dello stesso colore e un kalashnikov sempre nero accanto. Prima, però, nella «copertina» del film in alto si legge: «Amedy Coulibaly Abou Bassir AbdAllah al Friqui, probabilmente il suo nome «da battaglia» e, un po’ più sotto, «Soldat du Califat» e si vede Amedy che fa piegamenti a terra, poi viene inquadrato un mitra con alcune pistole, forse di fabbricazione russa, come le Tokarev che aveva quando è entrato in azione, e relativi caricatori. «Mi rivolgo al califfo dei musulmani Abu Bakr al Baghdadi, califfo Ibrahim», esordisce Coulibaly. Poi giustifica gli attacchi degli ultimi giorni: «Quello che stiamo facendo è del tutto legittimo, dato quello che loro stanno facendo - dice - Non potete attaccare e non aspettarvi rappresaglie giocando a fare le vittime, come se non capiate quello che sta succedendo». E ancora: «Devono smetterla di attaccare lo Stato islamico, devono smetterla di togliere il velo alle nostre donne, devono smetterla di mettere i nostri fratelli in prigione per nulla», spiega il terrorista. Che continua: «Mai e poi mai riusciranno a sconfiggerci. Non ci sono mai riusciti. Allah è dalla nostra parte». Nel filmato, ritenuto autentico dalla polizia (che ora cerca chi lo ha postato), appaiono scritte in sovraimpressione: spiegano come l’uomo sia lo stesso che, armato di fucile d’assalto e giubbotto antiproiettile, ha prima ucciso una vigilessa a sud della capitale e poi preso in ostaggio e assassinato alcuni dipendenti di un supermercato ebraico. I familiari di Coulibaly, intanto, condannano gli attentati e fanno «sincere condoglianze» ai familiari delle 17 vittime: «Non condividiamo queste idee estremiste - così i media francesi riportano il loro pensiero - e speriamo che non ci sia un’associazione tra questi atti odiosi e la religione musulmana».

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