Esteri

In fiamme per aver pubblicato le vignette

Attentato incendiario al quotidiano tedesco «Hamburg Morgenpost» A Bruxelles evacuato «Le Soir» dopo l’annuncio di una bomba

Gli emuli dei fratelli Kuoachi, i due francesi di origine algerina che mercoledì hanno fatto strage di giornalisti al Charlie Hebdo, sono entrati in azione. In Germania hanno dato fuoco ad alcuni locali di un quotidiano che aveva ripubblicato alcune vignette del settimanale satirico parigino. A Bruxelles, invece, una telefonata ha annunciato una bomba nella sede del più diffuso quotidiano belga, Le Soir, e il palazzo è stato evacuato. ma quest’ultimo episodio, forse, non c’entra con il jiadhismo Episodi minori. Ma preoccupanti, dopo i tre giorni di terrore e sangue vissuti dalla Francia a partire dal sette gennaio fino al tragico epilogo di venerdì sera. Ieri l’ombra del terrorismo fondamentalista islamico si è allungata fino al Paese che confina con la «Grandeur». Un attentato incendiario ha danneggiato, nella notte fra sabato e ieri, l’archivio dell’Hamburger Morgenpost, che nei giorni scorsi aveva messo in pagina, per solidarietà, le vignette dei disegnatori massacrati dai Kuoachi a Parigi. Per fortuna, in quel momento in redazione non c’era nessuno. Le fiamme hanno danneggiato alcune stanze ai piani bassi dell’edificio, ma sono state domate in poco tempo dai vigili del fuoco intervenuti sul posto. La polizia tedesca sta indagando per stabilire un collegamento fra la strage francese e le fiamme dolose di Amburgo. E ha fermato due persone, al cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Nella stessa giornata la polizia tedesca ha arrestato un ventiquattrenne che di recente si era recato in Siria ed è sospettato di essere un sostenitore dello Stato Islamico. Il giovane, identificato per Nils D. ha 24 anni ed è cittadino tedesco. Gli investigatori credono che si siano unito ai combattenti dell’Is in Siria dall’ottobre 2013 al novembre scorso. la sua abitazione a Dinslaken, nel land della renania Settentrionale-Vestfalia, è stata perquisita. Per il momento, tuttavia, non ci sono indicazioni che stesse progettando attacchi in Germania, nè che fosse collegato a quelli portati a termine in territorio francese. Probabilmente diversa la matrice della segnalazione a Le Soir. Alle 14,30 un uomo ha chiamato in redazione, dicendo di parlare a nome dell’«estrema sinistra» e spiegando di esere esasperata per la copertura mediatica della strage al Charlie Hebdo perché «alimenta l’estrema destra». E ha aggiunto: «La vostra redazione scoppierà, non ci prendete sul serio». Agenti e artificieri sono giunti nel grande palazzo di Rue Royal 100 alle 15,15 e lo hanno fatto immediatamente evacuare. Più tardi il telefonista sarebbe stato identificato per Thierry Carreyn, 53 anni, ex stampatore, alle spalle un arresto per aver piazzato una bomba davanti alla sede del partito nazionalista fiammingo Vlaam Blok, oggi diventato Vlaams Belang. fermato, l’uomo è sotto interrogatorio. I giornalisti hanno fatto sapere sul sito del quotidiano che la redazione è comunque al lavoro per far uscire in numero di oggi in un hotel vicino alla sede. Ma l’orrore del fondamentalismo non ha fine e confini. Ieri in Migeria altre due mini-kamikaze, una di 10 e l’altra di 15 anni, si sono fatte esplodere in un mercato a Potiskum, nello Stato nordorientale di Yobe. Bilancio: sette morti e decine di feriti.

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