C’è il rischio che per la vicenda indiana dei due marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre «si radichi un sentimento diffuso di pericolosa rivalsa del popolo italiano verso i cittadini indiani», lo scrive l’associazione Donneuropee-Federcasalinghe in una lettera a firma della presidente Federica Rossi Gasparrini a nome delle tante donne dell’associazione e indirizzata al presidente della Repubblica dell’India, Pranab Mukherjee. «Illustrissimo Presidente, come noto in Italia vivono molti cittadini indiani. Sono rispettati e tutelati, lavorano e la loro attività è riconosciuta con assunzioni regolari che li mettono in sicurezza economica», spiega la lettera. «Tuttavia il nostro timore, che oggi intendiamo trasmetterle, è che questo atteggiamento sta cambiando in modo rapido e profondo», tanto da paventare appunto quel rischio di «pericolosa rivalsa» nel sentimento degli italiani. La presidente di Donneuropee-Federcasalnghe sottolinea poi «in ogni caso sono costretta a comunicarLe che tutti noi ed in particolare le donne si sentono offese, come persone e soprattutto come cittadine, per il tanto troppo tempo perso inutilmente in attesa di un chiarimento anche giudiziario sul caso dei due nostri militari Latorre e Girone», e «dopo tre anni trascorsi invano, riteniamo che si debba permettere ai due nostri connazionali di tornare in Patria. L’Italia e l’India non sono assolutamente Paesi in guerra: perché allora i nostri militari vengono trattenuti come fossero prigionieri di guerra? Questo si chiede ogni italiano». «Quindi, Presidente - conclude la missiva - La preghiamo di voler ascoltare anche i sentimenti di un popolo che si è da sempre sentito amico dell'India, ma che oggi si reputa tradito e offeso».
Anche le casalinghe si schierano con i marò
C’è il rischio che per la vicenda indiana dei due marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre «si radichi un sentimento diffuso di pericolosa rivalsa del popolo italiano verso i cittadini...
