La Grecia va a elezioni anticipate, con la prospettiva che la probabile affermazione della sinistra di Syriza metta in pericolo i prestiti internazionali garantiti in cambio delle riforme. Anche nella terza e ultima votazione parlamentare per eleggere il nuovo presidente della Repubblica non è stato raggiunto il quorum di 180 voti necessari per eleggere l'ex commissario europeo Stavros Dimas, ma solo 168 voti, come nella seconda votazione. Scatta quindi la norma che prevede il ricorso automatico al voto anticipato, con tutte le incognite per Atene evidenziate dal tonfo della Borsa, questa mattina. Si è trattato dell'ultimo tentativo per eleggere il successore dell'85enne Karolos Papoulias. Tutti gli occhi in Europa e non solo sono dunque puntati oggi su Atene, nel timore di un nuovo forte scossone alla stabilità dell'eurozona: in caso di voto anticipato, infatti, secondo tutti i sondaggi a vincere dovrebbe essere la sinistra radicale di Syriza, che vuole rinegoziare i termini del salvataggio della Grecia con l'Ue e l'Fmi. "In Europa il sentimento sta cambiando - ha scritto ieri in un articolo per un giornale il leader di Syriza, Alexis Tsipras, che negli ultimi tempi ha comunque moderato il suo linguaggio e non chiede più l'uscita della Grecia dall'euro - Tutti si sono abituati all'idea che Syriza sarà al governo e che inizieranno nuovi negoziati". Il premier Antonis Samaras, che ieri ha trascorso l'intera giornata a seguire le operazioni di soccorso del traghetto Norman Atlantic in navigazione tra la Grecia e l'Italia, aveva rivolto un ultimo appello al Parlamento perché sostenesse il suo candidato, che la settimana scorsa ha ottenuto 168 voti.
Fumata nera, Atene verso le elezioni anticipate
Borse a picco e un clima di incertezza per la mancata elezione del pesidente della Repubblica
