NEW YORK Una vera e propria caccia al poliziotto si è scatenata negli Stati Uniti in seguito alla mancata incriminazione degli agenti dopo le morti di due afroamericani, il 18enne Michael Brown a Ferguson e il 45enne Eric Garner a New York. E purtroppo ha già causato tre vittime. L’ondata di sdegno seguita al proscioglimento dei responsabili della morte dei due neri era partita con frasi diventate slogan. Il primo è «Mani in alto, non sparate» e si riferisce al fatto che Brown era disarmato. È stato gridato e scritto sui cartelloni durante la marcia di protesta del 13 dicembre scorso a Washington. Il secondo è «I can’t breathe» (non riesco a respirare), le ultime parole pronunciate da Garner mentre veniva immobilizzato prima di morire soffocato. Ma sabato sera la protesta è degenerata in violenza gratuita. Ismaaiyl Brinsley, 28 anni, ha annunciato la sua intenzione di uccidere sul proprio profilo Instagram: «Oggi metterò le ali a due maiali. Hanno preso uno dei nostri, prendiamo due di loro». Quindi ha utilizzato gli hashtag «Shootthepolice» (spara alla polizia) «RIPErivGardner» (sbagliando il nome, che è Eric Garner) e «RIPMikeBrown» (a ricordo del giovane ucciso a Ferguson). Secondo la ricostruzione delle forze di sicurezza, Brinsley ha avvicinato il finestrino dal lato passeggero di un'auto della polizia e ha aperto il fuoco, uccidendo i due agenti con colpi di arma da fuoco alla testa. Le vittime sono Rafael Ramos, 40 anni, ispanico, sposato e padre di un figlio, e Wenjian Liu, di origine asiatica, sposato da appena due mesi. Erano di pattuglia a Brooklyn. «Sono stati, quasi semplicemente, assassinati. Presi di mira per la loro uniforme» ha commentato il capo del Dipartimento di Polizia di New York Bill Bratton, durante la conferenza stampa in ospedale. Dopo il brutale omicidio Brinsley, inseguito da altri agenti, è entrato nella stazione della metropolitana dove si è tolto la vita sparandosi alla testa. Poche ore prima aveva ferito gravemente la sua ex fidanzata a Baltimora, nel Maryland, a 300 chilometri da New York. Proprio nel momento in cui assassinava i due poliziotti, era stata diffusa un'allerta: Brinsley, che aveva dei precedenti, era quindi già ricercato. I primi a prendere le distanze dall’accaduto sono stati proprio i familiari di Brown con una nota nella quale respingono «ogni forma di violenza diretta verso i membri delle forze di sicurezza», che «non può essere tollerata». Quindi chiede ai cittadini americani di «lavorare insieme per portare la pace» nelle comunità. «I nostri pensieri e le nostre preghiere - concludono - vanno alle famiglie degli agenti, in questo momento incredibilmente difficile». Da Obama è arrivata una dura condanna. «Queste due persone non rientreranno a casa dai loro cari. È un atto per cui non c’è giustificazione» ha affermato il presidente chiedendo «alla gente di respingere la violenza» perché «gli ufficiali che servono e proteggono le nostre comunità mettono a rischio quotidianamente la loro sicurezza e per questo meritano rispetto e gratitudine». Ma il sindaco di New York Bill De Blasio è finito nella bufera per il suo appoggio alle proteste scoppiate dopo il mancato rinvio a giudizio del poliziotto che uccise Brown. De Blasio è stato esplicitamente accusato dalla «Sergeants Benevolent Association», a cui sono associati circa 12.000 agenti in congedo o ancora attivi nella Grande Mela, di avere «le mani sporche di sangue». L'accusa compare sull'account Twitter dell'associazione. «Non è il momento di fare analisi politiche» ha replicato il sindaco, accusato anche dall’ex governatore di New York, il repubblicano Pataki. E solo per un caso non c’è stato un terzo poliziotto ucciso a New York. Intorno alle 21 locali (le 3 del mattino in Italia) un agente nel Bronx si è visto puntare in faccia una pistola da un 17enne, che ha premuto il grilletto senza rendersi conto che non aveva più colpi della sua devastante 357 Magnum. Il ragazzo, riferisce il New York Post, si è dato alla fuga ma è stato arrestato. Un altro poliziotto è stato invece ucciso nella notte a colpi d'arma da fuoco a Tarpon Springs, in Florida. Un sospetto è stato arrestato.
Caccia ai poliziotti, due uccisi a Brooklyn
L’assassino sul web aveva annunciato di voler vendicare gli afroamericani Un agente salvo per miracolo nel Bronx, un altro freddato in Florida
